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Nell'estate del covid19 i trentini riscoprono le loro malghe

In tempi di distanziamento sociale e limitazioni allo spostamento, i Trentini sembrano aver riscoperto il valore della prossimità e la bellezza delle oltre 400 malghe che tengono viva e curata la montagna trentina
DAL BLOG
Di Francesco Gubert - 14 agosto 2020

Sono Maestro Assaggiatore di Formaggi e seguo percorsi di educazione alla sensorialità ed alla territorialità per il consumo consapevole dei prodotti lattiero-caseari di montagna.

Si sa, in Trentino ogni paese ha la sua malga (o le sue malghe). Paese che vai, malga che trovi. In effetti, nei mesi estivi la malga è sempre stata il centro degli interessi della popolazione locale, che proprio grazie ai pascoli d'alta quota e alla trasformazione del latte si poteva assicurare l'alimentazione per i lunghi inverni in fondovalle. La frequentazione della malga era dunque una questione di sopravvivenza, in quanto ognuno riceveva dalla malga burro, formaggio e ricotta nella misura in cui aveva contribuito alla loro produzione con i propri animali.

 

L'agricoltura di sussistenza è ormai un ricordo sbiadito e anche la malga ha dovuto reinventare il proprio ruolo, diventando non solo un luogo di produzione agricola rivolta al mercato ma sempre più un presidio del territorio e della montagna, sia dal punto di vista ambientale che dell'offerta di servizi di tipo ricreativo. Ecco allora che la malga è oggi un luogo dove acquistare formaggi a filiera corta, dove poter fare una passeggiata rilassante all'aria aperta, dove godere di un panorama unico gustando una cucina semplice e legata alla tradizione, o dove semplicemente trovare refrigerio dalla calura estiva riposando all'ombra di un larice coccolati dal suono dei campanacci.

 

E quale luogo migliore della malga per riscoprire il piacere di restare sul proprio territorio? L'estate che stiamo vivendo spinge anche noi Trentini a frequentare con rinnovato entusiasmo le nostre malghe, così vicine al paese o alla città e al tempo stesso così "ariose", dall'orizzonte ampio e caratterizzate da quel senso di libertà che ci è mancato per molti mesi giù in fondovalle. Luoghi che in passato abbiamo forse snobbato nella ricerca di destinazioni più lontane, più esotiche, ma che oggi diventano la nostra via di fuga più naturale dalle limitazioni della vita quotidiana. 

 

Sono oltre 400 le malghe attive in Trentino, 100 delle quali trasformano il prezioso latte d'alpeggio in formaggi di altissima qualità. Godiamocele in tutta la loro bellezza e respiriamo a pieni polmoni la loro aria profumata, perchè averle così vicine è un privilegio che ci invidiano in molti.

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