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Prima i sacrifici degli italiani (multati nei modi più incredibili) poi l'esempio di chi sacrifica tutto al grido di ''prima gli italiani''

Abbiamo sopportato pazientemente di starcene a casa, abbiamo evitato di oltrepassare i 200 metri e ci siamo sentiti in colpa quando l’abbiamo fatto, nel bosco senza incontrare anima viva. Abbiamo assistito alle sanzioni più assurde e sopportato tutto. Poi sono arrivati Salvini, Meloni e Tajani e quel corteo del 2 giugno
DAL BLOG
Di Francesco Morandini - 04 giugno 2020

Delle mie passioni (la politica, la scrittura e la biblioteca) mi è rimasta integra, o quasi, solo la seconda. La biblioteca era a scadenza e la politica è da tempo “scaduta” pur restandomi brandelli di interesse a livello locale

Non ce l’ho fatta. A vedere le foto dell’ammassamento di via del Corso a Roma, di Salvini abbracciato ad una gentile signora per l’ennesimo selfie tête-à-tête, ovviamente senza mascherina (ci mancava solo un bacio), non sono riuscito a non riandare a questi due mesi di confinamento in cui abbiamo visto e sentito di tutto, abbiamo sopportato pazientemente di starcene a casa, abbiamo evitato di oltrepassare i 200 metri da casa e ci siamo sentiti in colpa quando l’abbiamo fatto, nel bosco senza incontrare anima viva.

 

Perché, pur non comprendendo a fondo le ragioni per cui non si potesse starsene da soli nel bosco anziché girare attorno a casa dove avremmo incontrato sicuramente molte più persone, pensavamo a quelle donne e a quegli uomini chiusi davvero in casa per paura (della Polizia o del virus) o per un radicato senso della legalità e del rispetto delle norme. Abbiamo visto, solo qui in valle vicino a noi senza andare oltre, una signora multata perché girava poco lontano da casa respirando finalmente aria di libertà dopo aver sconfitto il Covid-19, forestali appostati su una strada all’imbocco di un sentiero per cogliere in fallo un uomo che nel bosco quasi ci vive e che non poteva fare a meno di frequentarlo, le forze dell’ordine multare pesantemente un signore che correva attorno a casa “perché si può camminare ma non si può correre” e un altro, intento in analogo “disdicevole comportamento” (che ha poi postato su Fb con tanto di traccia gps a testimoniarlo) invitato a sospenderla, nel dubbio che la corsa, ancorché attorno a casa, non fosse del tutto legittima. Una questione di velocità insomma.

 

Abbiamo sopportato, a volte anche tollerato, la rigidità delle forze dell’ordine anche quando cozzava contro il buon senso. Gli italiani sono stati bravi, dicono. Ne abbiamo visti altri di assembramenti, ma non così spudorati e soprattutto non da parte di coloro che dovrebbero essere d’esempio per i tanto evocati “italiani” che per costoro (faccio i nomi: Salvini, Meloni, Pappalardo, etc.) devono sempre venire prima di qualcun altro. Un bel esempio, davvero. E magari fra questi e i loro seguaci, c’è anche chi se l’è presa con i giovani della movida che al confronto ci paiono diligentissimi a mantenere le distanze. Così come abbiamo visto tanti incontri, manifestazioni e flash-mob, assolutamente rispettosi; delle norme, ma soprattutto delle persone.

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