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Emergenza Centro Italia, velocizzare la ricostruzione e più poteri alle regioni e alle province autonome sulla Protezione civile

Tutte le forze politiche facciano la loro parte, mettano in campo uno spirito costruttivo: è una forma di rispetto verso gli italiani e quei territori che vivono momenti di grande difficoltà
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 25 gennaio 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

Occorre respingere al mittente le strumentalizzazioni da bassa politica, ma lavorare tutti con responsabilità e spirito unitario per migliorare la qualità dei nostri dispositivi di sicurezza e protezione civile e garantire un rapido ritorno alla normalità per le zone colpite dal terremoto e dal maltempo.

 

Due calamità naturali nello stesso momento sono un fatto eccezionale, che metterebbe in difficoltà anche il migliore dei meccanismi di sicurezza. Se ci sono delle responsabilità penali tocca alla

magistratura accertarle. Alla politica e al Parlamento spetta il compito di capire cosa non ha funzionato e come rendere più sicuri i nostri territori.

 

Il Trentino in tre settimane ha dato ad Amatrice i prefabbricati per le scuole, continua a inviare volontari, vigili del fuoco, operatori del soccorso alpino e di quella Protezione Civile cui è stato affidato un compito di coordinamento nazionale svolto, come sempre, con coraggio, professionalità e profonda umanità. È dal 24 agosto che siamo impegnati con i nostri uomini, i mezzi, le competenze e una rete di volontari che da ogni Valle continuano a giungere, a turni, nel centro Italia.

 

Oggi bisogna accelerare i tempi. I ritardi nelle consegne delle casette ad Amatrice sono un campanello dall'allarme. Molte cose non stanno funzionando. Occorrono norme che accelerino i tempi, individuando anche nuovi strumenti di trasparenza amministrativa perché, purtroppo, quelli attuali sono troppo complessi e alla base di molti dei ritardi.

 

Sulla riforma della protezione civile, bene la decisione del Senato d'aver anticipato ad oggi la discussione del testo in aula. Tra comuni, prefetture, regioni, Dicomac, la catena di comando è complessa ed incerta.

 

Serve una maggiore responsabilizzazione delle regioni e delle province autonome. Svolgono un ruolo fondamentale e devono poter prendere decisioni in tempi rapidi quando gli eventi lo richiedono. Per questo va superato soprattutto il dualismo con le prefetture per giungere a un

sistema di condivisione dove non venga mai meno una precisa catena di comando e delle responsabilità.

 

Io credo che su questi temi non si possa avere un atteggiamento di irresponsabilità. Tutte le forze politiche facciano la loro parte, mettano in campo uno spirito costruttivo: è una forma di rispetto verso gli italiani e quei territori che vivono momenti di grande difficoltà.

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