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Memoriale dei Caduti della Grande Guerra e Giornata del ricordo delle vittime: si colma un grande vuoto

Finalmente si colma il vuoto della memoria, negata per decenni, degli oltre 12mila soldati trentini morti con la divisa austroungarica. Particolare significato assume l’istituzione della giornata del ricordo, che è rivolta all’intera comunità trentina, ma soprattutto al mondo della scuola e delle giovani generazioni.
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 14 settembre 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

L’approvazione della legge che istituisce il Memoriale dei Caduti trentini della Grande Guerra e la giornata del ricordo delle vittime costituiscono motivo di grande soddisfazione. È un risultato particolarmente significativo. Finalmente viene colmato un vuoto ingiusto: la memoria, negata per decenni, degli oltre 12mila soldati trentini morti con la divisa austroungarica.

 

In questi anni sono state numerose le iniziative promosse per tenere viva la memoria, da quelle di carattere istituzionale, come “Nel cuore nessuna croce manca”, a quelle frutto dell’impegno di tanti volontari che hanno esplorato gli archivi, recuperato i cimiteri di guerra, lapidi e monumenti, organizzato mostre ed eventi culturali, curato pubblicazioni.

 

Va soprattutto a loro il merito di questa legge, agli studiosi e agli appassionati, al Museo della Guerra di Rovereto, alle famiglie dei caduti, al circolo Gaismayr e alle altre associazioni storico-culturali. Il merito finale va al Presidente Rossi, che ha voluto elevare l’iniziativa ad atto istituzionale dell’intera Provincia, e all’intero Consiglio provinciale, che oggi ha approvato la proposta all’unanimità, cogliendone lo spirito di superamento delle divisioni del passato che ne è alla base.

 

Particolare significato assume l’istituzione della giornata del ricordo, che è rivolta all’intera comunità trentina, ma soprattutto al mondo della scuola e delle giovani generazioni. In un mondo attraversato da sempre maggiori tensioni e drammatici conflitti, la nostra terra lancia invece un messaggio di pace e di convivenza. Popoli che si sono combattuti in una delle più terribili guerre di sempre, oggi possono commemorare assieme i loro caduti, a prescindere dal colore delle divise e delle bandiere. Ma è anche la dimostrazione che dagli errori del passato si deve trarre insegnamento, che le guerre generano morti e sofferenze e che solo con il dialogo e la collaborazione si costruisce il progresso.

 

Qui noi siamo riusciti a farlo. Per questo è ancora più importante affermarlo, anche per rafforzare quell’ideale europeo che ha garantito al nostro continente decenni di pace. Siamo certi che anche l’adunata degli alpini del prossimo anno, accanto a tutte le altre iniziative che saranno organizzate assieme agli amici austriaci, sarà un’occasione per rinnovare l’impegno della nostra terra in questa direzione.

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