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Occorre un intervento straordinario per i danni delle gelate

La perdita produttiva per l’anno in corso avrà un effetto pesante non solo sul fatturato delle aziende. I danni sono così ingenti che ripercussioni ci saranno anche sull’ammortamento e sulle spese di funzionamento delle strutture, ma anche sull’intero indotto
DAL BLOG
Di Franco Panizza - 30 maggio 2017

Segretario politico del Patt e Senatore nella XVII legislatura 

Gli ingentissimi danni alle colture causati dalle gelate della scorsa primavera rischiano di compromettere per alcuni anni la tenuta del sistema.  Nel corso dell'audizione con il ministro Martina in Commissione Agricoltura ho chiesto che il Governo intervenga velocemente e rafforzi le misure di sostegno, semplificando al massimo tutte le procedure.

 

La perdita produttiva per l’anno in corso avrà un effetto pesante non solo sul fatturato delle aziende. I danni sono così ingenti che ripercussioni ci saranno anche sull’ammortamento e sulle spese di funzionamento delle strutture, ma anche sull’intero indotto.

 

Ho sottoposto 4 richieste: vi è anzitutto la necessità, vista l’esperienza di quest’anno, di prevedere un piano di intervento con misure preventive, che siano gli impianti antibrina o tecniche innovative come gli impianti di ventilazione. Inoltre le nostre Organizzazioni dei Produttori (OP) perderanno una parte di contributi comunitari, che vengono calcolati sulla produzione messa in commercio. Secondo alcuni calcoli, per il 2018 le OP trentine passeranno dai 14 milioni ai 9 milioni di finanziamento europeo. Occorre perciò introdurre maggiori elementi di flessibilità per evitare una così forte riduzione delle risorse per le organizzazioni di produttori che devono sostenere la commercializzazione.

 

Non dobbiamo poi dimenticarci dell’impatto negativo sull’occupazione, che riguarda in particolare gli addetti alla lavorazione e alla trasformazione del prodotto. Si tratta in gran parte di manodopera femminile che difficilmente riuscirà a trovare un’alternativa di lavoro. Ad esempio, in Valle di Non sono già stati licenziati più di 100 addetti e si prevede una ulteriore drastica riduzione della forza-lavoro impiegata, oltre la riduzione di stipendio per chi lavorerà a regime ridotto. Sarebbe opportuno introdurre una forma di ammortizzatore sociale per queste categorie.  

 

E poi bisogna prevenire il sicuro rialzo delle polizze delle assicurazioni per il 2018, uno strumento a cui sempre più aziende guardano con diffidenza per l’importo crescente dei premi. Ci vuole, da parte del Governo, un intervento calmierante per i prossimi anni.

 

Da ultimo, salutando positivamente la volontà del Governo di dichiarare lo stato di calamità, le regioni e le province autonome hanno già chiesto al Ministro che si faccia direttamente parte attiva per la definizione dello stato di calamità, in surroga dell'attività che altrimenti tutte le regioni saranno chiamate a fare entro pochi giorni. Anch’io credo sia un fatto auspicabile, anche per dimostrare concretamente la volontà sempre declamata di semplificare le procedure.

 

Il Ministro Martina, nella sua replica, ha ribadito le preoccupazioni dei commissari sullo stato di difficoltà della nostra agricoltura e ribadito come la declaratoria di calamità interrompe automaticamente alcune spese aziendali, come il versamento dei contributi e le rate dei mutui aziendali.  

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