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L'inaccettabile manifestazione di Roma (unica in Europa al grido di ''Né con Putin, né con la Nato'') che ha confuso aggressori e aggrediti, ingiustizia e giustizia

I Manifestanti di Roma volevano essere “equidistanti” di fronte ad una guerra deliberata e realizzata dal regime russo in dispregio di ogni regola internazionale e ispirata ad una logica cinica e folle di imperialismo nazionalista. Che - lo sappiamo - non si fermerà a Kiev. Essere per la Pace non può voler dire confondere aggressori e aggrediti. Criminali e vittime. Ingiustizia e giustizia
DAL BLOG
Di Lorenzo Dellai - 06 marzo 2022

Eletto presidente della Provincia di Trento per la prima volta nel 1999 resta in carica fino al 2012 quando si dimette per entrare poi alla camera dei deputati con la lista Scelta Civica nel 2013

Meno male che la Cisl non ha aderito alla Manifestazione di Roma. Almeno una parte del movimento sindacale italiano sta con le grandi centrali sindacali europee. Roma, sabato, è stata l’unica capitale europea ad ospitare una manifestazione pensata e gestita all’insegna di una inaccettabile “equidistanza” tra aggressore ed aggredito.

 

“Né con Putin, né con la Nato”. Rarissime le bandiere ucraine in piazza. Generici, quando non equivoci gli slogan. Reticenti i discorsi dal palco. Purtroppo, l’Europa e l’Occidente devono assistere “quasi” inermi alla brutale ed ingiustificata aggressione militare dell’Ucraina, alla distruzione della sua identità statuale, alla crisi umanitaria che sta sotto gli occhi di tutti. Sappiamo che non possiamo concorrere alla tragica prospettiva di un conflitto globale. Ma almeno - se vogliamo mantenere un poco di dignità - risparmiamoci questa ipocrita e insopportabile vena di “equidistanza”.

 

Perfino in Russia molti cittadini coraggiosi sfidano la repressione della Polizia e si battono contro questa guerra di aggressione. Compresi molti preti ortodossi, che si dissociano così dalla linea del Patriarcato di Mosca, scandalosamente - come da copione - appiattita sulle posizioni del Cremlino.

 

I Manifestanti di Roma, invece, no. Sono “equidistanti” di fronte ad una guerra deliberata e realizzata dal regime russo in dispregio di ogni regola internazionale e ispirata ad una logica cinica e folle di imperialismo nazionalista. Che - lo sappiamo - non si fermerà a Kiev. Essere per la Pace non può voler dire confondere aggressori e aggrediti. Criminali e vittime. Ingiustizia e giustizia.

 

 

Sul poggiolo di casa mia ho messo la bandiera gialla e azzurra. E ci resterà fino a quando una “pace giusta” non prevarrà.

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