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| 18 marzo | 12:04

''Mamma/papà cosa hai fatto ieri per il bene di Trento?'', ''Non ho revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini, caro/a. Perché noi guardiamo al futuro non al passato''

DAL BLOG
Di Luca Pianesi - 18 marzo 2026

Direttore de il Dolomiti

Figlio/figlia: ''Mamma/papà cosa hai fatto ieri sera in consiglio comunale per il bene di tutti i cittadini? Tu che sei una persona importante, che sei un consigliere comunale di Trento, la nostra grande città e che a scuola racconto sempre di te pieno/a di orgoglio e di fiducia?''.

 

Consigliere/a Comune di Trento: ''Ho salvato Mussolini, caro/a. Pensa che quando c'era il fascismo la nostra città, come tantissimi altri comuni d'Italia, aveva dovuto/voluto dare la cittadinanza onoraria al dittatore che governava il Paese. Adesso in tutta Italia gliela stanno togliendo. Noi no, a Trento abbiamo deciso di lasciargliela''.

 

Figlio/figlia: ''Ma come mamma/papà, ma io a scuola studio che Mussolini è stata una delle peggiori figure della storia mondiale. Un cattivo vero. Uno che siamo tutti d'accordo che rappresenta il male. E tu mamma/papà che potevi decidere che quel cattivo non fosse più cittadino onorario della nostra bellissima città hai deciso che meritasse ancora di essere cittadino onorario? Cosa diranno oggi a scuola tutti i miei compagni? Come potrò spiegare loro la tua scelta?''.

 

Consigliere/a Comune di Trento: ''Digli figlio/figlia che Mussolini e il fascismo appartengono al passato, alla storia che non si può cambiare. Noi guardiamo al futuro senza essere nostalgici''.

 

Figlio/figlia: ''Ma mamma/papà sono piccolo/a, ti voglio tanto bene, non capisco la parola nostalgico, ma capisco che se Mussolini e il fascismo appartengono al passato perché oggi, che è il presente, non avete dimostrato che davvero appartiene al passato? Voi ieri sera avete fatto in modo che Mussolini e la sua cittadinanza onoraria appartengano al presente della nostra città e, incredibilmente, anche al futuro. Il mio futuro e quello dei miei compagni di classe. Avete fatto in modo che tra qualche mese, qualche anno, ci sarà chi dirà che Trento non ha revocato la cittadinanza onoraria a quel cattivo più cattivo tra i cattivi e siete stati te e i tuoi colleghi di consiglio a costringerci anche in futuro a parlare ancora di questo argomento che, sono d'accordo, andrebbe relegato al passato e chiuso. Non capisco come un cattivo che la storia e il mondo hanno riconosciuto come cattivo tra i più cattivi possa essere considerato 'onorevole' dalla mia città oggi. Sarò piccolo ma non capisco''.

 

Consigliere/a Comune di Trento: ''Capirai crescendo. La cittadinanza onoraria tanto si perde con la morte. Mussolini è morto. Quindi noi dobbiamo pensare alle cose importanti non a queste cose che sono solo simboliche''.

 

Figlio/figlia: ''Ma appunto. A maggior ragione. Lui è morto. Bastava dire 'siamo tutti d'accordo, lui è cattivo, lo sappiamo tutti, è morto, gli togliamo simbolicamente la cittadinanza onoraria e finita lì'. Invece così avete perso tempo dietro una cosa non importante, le avete dato importanza discutendone, cercando motivazioni, spiegazioni e le avete ridato un senso più che simbolico. Vabbè. Questa volta forse è meglio che a scuola non racconto cosa avete fatto per la nostra bella città. Facciamo finta che quel che avete fatto ieri appartenga al passato. Di sicuro tra i miei compagni di scuola, che studiano la storia e abbiamo le idee chiare per questo, non ci saranno nostalgici che rimpiangeranno la vostra serata in consiglio comunale''.

 

Dialogo (forse) mai accaduto tra un qualsiasi consigliere o una qualsiasi consigliera comunale di Trento e suo figlio o sua figlia questa mattina, durante la colazione, davanti a latte, cerali e biscotti, dopo il voto avvenuto ieri sera a Trento tramite il quale il consiglio non ha revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini.

 

Un fallimento di tutta la comunità per i rappresentanti che ha espresso incapaci di fare anche una cosa tanto semplice e scontata (che tra l'altro stanno facendo praticamente ovunque in Italia). Un atto che segna un prima e un dopo. Qualcosa di cui vergognarsi negli anni a venire quando si ricorderà che il 17 marzo 2026 il consiglio comunale di Trento non è riuscito a revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Sembrava scontato, facilissimo, semplice e invece non è stato così.

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