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La Coalizione civica? Ha tutte le carte in regola per portare a casa il risultato tra Lega, M5s e la deriva del centrosinistra

Il centrosinistra si è involuto, principalmente per mancanza di avversari, senza rendersene pienamente conto. La doccia fredda è giunta totalmente inattesa. Ecco perché le circostanze sono straordinariamente favorevoli per la formula del civismo
DAL BLOG
Di Stefano Fait - 18 marzo 2018

Anticipatore sociale, analista di macrotendenze consulente strategico

C'è chi non scommetterebbe un centesimo sulla possibilità che l’annunciata Coalizione Civica (Gios, Borga, KaswalderOss Emer) guidata da Geremia Gios vinca le elezioni autunnali e governi il Trentino.

 

Io invece osservo questo esperimento con molta curiosità e un certo ottimismo, fiducioso di poter constatare che la mia diagnosi e le mie previsioni erano sostanzialmente corrette (I "civici", le migliori idee di destra e di sinistra e la possibilità di superare gli arcaici partiti, il Dolomiti, 2 ottobre 2017; Come i politici locali siano vecchi e imbrigliati in schemi superati mentre il mondo avanza, anche gli Schützen, il Dolomiti, 6 settembre 2017).

 

Al momento reputo che, se la cosa dovesse decollare, abbiano le carte in regola per portare a casa il risultato. Forse perfino con una certa disinvoltura, se si muoveranno accortamente, sfruttando la reciproca stima e affetto di Geremia Gios e Riccardo Fraccaro in vista di un’alleanza programmatica, la possibile convergenza di Progetto Trentino, gli spazi di confronto con Fugatti e una Lega declinata alla trentina e, naturalmente, la crisi strutturale del centrosinistra trentino di governo, che barcolla sul ring dopo essere stramazzato in occasione delle politiche.

 

Donata Borgonovo Re ha già annunciato che non si ripresenterà. Tutti gli avversari del centrosinistra hanno fiutato il sangue e sanno che quel che fino a poco tempo fa sembrava una missione impossibile ora è una prospettiva molto concreta.

 

Le circostanze sono ad ogni buon conto straordinariamente favorevoli per questa formula, che avrà un futuro comunque vada, pure con altri protagonisti, in altre forme e in contesti differenti.

 

Ecco perché.

 

CIVISMO EMERGENTE E PARTITOCRAZIA DECLINANTE

Le coalizioni civiche, spesso accusate di essere veicoli di trasformismo politico (ma non lo sono a maggior ragione tutti i partiti?), stanno traendo profitto dallo sdegno popolare nei confronti della partitocrazia per emergere dal livello dei piccoli comuni conquistando persino realtà di primo piano come la seconda città spagnola, Barcellona.

 

Sta ai cittadini elettori punire le mascherate e premiare l’autenticità di chi si propone di prendere le decisioni non in base a orientamenti ideologici ma in funzione delle migliori prassi e delle soluzioni più promettenti.

 

La Coalizione Civica che si sta facendo strada dovrà incarnare un’alternativa a un’impostazione di gestione del potere ormai invisa all’elettorato italiano e trentino, che si nutre di paradigma del comando e controllo (verticalismo, ortodossia e politicamente corretto, cioè censura preventiva), opacità e segreti, progettualità di corto respiro o confusamente formulate e gestite e, purtroppo, bullismo verbale e comportamentale.

 

Il compito più difficile nell'esercizio del potere è circondarsi di collaboratori che siano capaci di asserire il proprio punto di vista senza paura di deludere aspettative, infastidire o indebolire la propria posizione e senza ripetere semplicemente qualunque cosa ritengano che il leader vuole sentirsi dire.

 

La cortigianeria è parte integrante del funzionamento di un sistema di gestione del potere, è un male inevitabile che può diventare fatale se chi governa non introduce delle contromisure per limitarne gli effetti.

 

Senza inventiva, integrità, capacità di autocritica, carattere e franchezza non si contrastano il servilismo e il conformismo, vale a dire le relazioni di co-dipendenza in cui leader e subordinato si trascinano vicendevolmente sempre più verso la dissociazione dalla realtà e il malgoverno.

 

Il centrosinistra, principalmente per mancanza di avversari, ha subito una deriva di questo genere, senza rendersene pienamente conto. La doccia fredda è giunta totalmente inattesa.

 

È un fenomeno del tutto naturale e evolutivamente virtuoso: il nuovo soppianta il vecchio che ormai è diventato di ostacolo al cambiamento e incrementa l’entropia del sistema. Col passare del tempo il nuovo diventa vecchio e così via.

 

I FALSI ASSUNTI DEL CENTROSINISTRA

La classe dirigente del centrosinistra va ripetendo che le risorse sono limitate a sono destinate a calare o, nella migliore delle ipotesi, rimarranno stabili.

 

Presentarsi all’elettorato con la promessa che il loro tenore di vita futuro sarà peggiore di quello attuale non è una carta vincente. Tanto più che il loro è un assunto irrealistico e pertanto una strategia suicida.

 

Quest’anno è stata la prima volta che i quasi 1.300 dirigenti d’azienda intervistati a Davos (World Economic Forum) hanno previsto in maggioranza (57%) un miglioramento delle prospettive di crescita dell’economia globale. La percentuale è quasi doppia rispetto allo scorso anno. Il 42% si sente “molto fiducioso” riguardo alle prospettive  delle proprie aziende per i prossimi 12 mesi (il 52% se americani).

 

Queste sono le persone che “fanno” l’economia mondiale. Il loro parere ha un peso.

 

Le economie emergenti crescono a ritmi sempre più sostenuti (4% circa all’anno), strappando alla povertà milioni di africani e asiatici. A partire dal 1990, ogni singolo giorno, in media 130.000 persone hanno abbandonato la condizione di estrema povertà.

 

Nel 1950 tre quarti della popolazione mondiale era in miseria, nel 1981 si era scesi al 44%. Ora siamo al di sotto del 10%.

 

Tra il 2000 e il 2012 il livello di povertà assoluta nel mondo si è ridotto del 50%, a un tasso molto più rapido degli scenari più ottimistici.

 

In brusco calo è anche la mortalità infantile (poco più del 4% e 10 volte inferiore rispetto a 2 secoli fa) e materna, il divario salariale e di tenore di vita tra uomini e donne, il tasso di disuguaglianza globale.

 

Dei 5,4 miliardi di persone con più di 15 anni, l’85% è alfabetizzato. Nel 1800 si stima fossero meno di 100 milioni.

 

L’area planetaria coperta da foreste è in costante espansione.

 

Nel settore energia oggi sappiamo che i combustibili cosiddetti fossili sono abbondanti e non è più la paura a guidarci nelle strategie di superamento del loro consumo, ma una scelta matura e consapevole (e quindi meno suscettibile di sviamenti e cambi di rotta).

 

Il picco di crescita demografica si è avuto ormai 50 anni fa e, secondo il prestigioso International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) di Vienna, a fine secolo saremo al massimo 9 miliardi.

 

La popolazione mondiale cresceva del 2% all’anno negli anni Sessanta; a breve l’aumento sarà sotto l’1%, in costante calo. La produzione di cibo si è quintuplicata negli ultimi 50 anni (il settore cerealicolo aumenta del 2,3% annuo) e ci permettiamo di usarne una notevole porzione per bruciarla nei biocarburanti.

 

Stiamo estirpando la maggior parte delle malattie trasmissibili. Il numero di conflitti e di vittime di guerra è in calo dalla fine della Guerra Fredda. L’automazione ci emanciperà da lavori usuranti per la psiche e il corpo.

 

Come si può essere pessimisti? Come si può accettare l’assenza di ambizione da parte di una classe dirigente? Perché votare dei falsi realisti che si sono fatti ingannare da una certa vulgata senza esaminare il quadro generale?

 

Sono domande che almeno una parte dell’elettorato trentino deciderà di porsi. Una formazione civica è un sistema più aperto rispetto alle sollecitazioni esterne.

 

OLTRE DESTRA E SINISTRA

Le coalizioni civiche in genere catalizzano simpatie di destra e di sinistra. Questo le avvantaggerà sempre di più.

 

Non sono mai esistite una destra e una sinistra monolitiche. Gli assi di disaccordo sono sempre stati numerosi (rurale-urbano, ricco-povero, stato-chiesa, libertà-autorità, populismo-elitismo, ecc.). Le varie distinzioni diventano più o meno salienti in base alle preoccupazioni e desideri dell’elettorato e di chi cerca di manipolarlo. Inoltre alcune dimensioni svaniscono per essere sostituite da altre (dall’anti-comunismo all’anti-islamismo).

 

Il valore archetipico della destra è l’assertività (libertà), quello della sinistra è la compassione (umanitarismo).

 

La dignità umana – il principio chiave della contemporaneità – deriva dalla combinazione armoniosa di assertività (autostima) e compassione (solidarietà, spirito di servizio).

 

Egoismo prepotente (aggressività, archetipo del Tiranno) e dipendenza remissiva (passività, archetipo della Principessa) sono il risultato degli squilibri nell’uno e nell’altro senso della sfera mascolina e femminina.

 

L’assertività è la capacità di ottenere ciò che si desidera senza nuocere agli altri o permettere agli altri di farti del male: è la chiave dell’evoluzione umana, assieme alla capacità di cooperare.

 

È così che si stabiliscono relazioni positive basate sul rispetto reciproco e non sulle gerarchie di potere.

 

L'energia maschile tende a essere aggressiva e a cercare la drammaticità. Quando un mondo è traboccante di energia maschile, di solito crea un mondo guidato dalla competizione fino allo sfinimento.

 

Al contrario, l'energia femminile tende alla passività: una società dl genere è guidato dalla condivisione di beni e risorse. Tuttavia in caso di eccesso la società non riesce ad evolvere (diventa noiosa) e neppure a difendersi da chi la vuole sottomettere.

 

A mio avviso la democrazia contemporanea ha subito una grave distorsione, dovuta ad un eccesso di energia femminile passiva, che spiega la reazione populista (e anche la violenza di troppi maschi confusi ed esasperati, incapaci di gestire tensione e risentimento in maniera matura e costruttiva).

 

La situazione è quella di un depotenziamento dei cittadini, sottomessi passivamente al volere di ottimati e tecnici che controllano in maniera talora arbitraria le vite di tutti (es. distruzione finanziaria della Grecia). In risposta a questo stato di cose sta crescendo la richiesta collettiva e personale di uguaglianza ed equa condivisione rispetto ai poteri dominanti.

 

La nuova macrotendenza è mascolino-assertiva e sta già potenziando le donne e costringendo le classi dirigenti a prendere in esame la necessità di ridistribuire il potere e le risorse.

 

Con un 40% di elettori italiani indifferenti a distinzioni tra destra, sinistra e centro, un M5S finalmente disposto a uscire dal suo beato isolamento, un’opinione pubblica desiderosa di mettersi alle spalle la partitocrazia e la prospettiva di una crisi finanziaria che spaventerà la gente e metterà in crisi la reputazione tedesca e con essa l’immagine di chi fa leva sull’identità trentino-tirolese (senza peraltro danneggiare i duri e puri di Kaswalder), quella della Coalizione Civica è un progetto che può strappare la provincia di Trento al centrosinistra e arginare il salvinismo (come detto, la Lega trentina dialogherà costruttivamente con una realtà di questo tipo).

 

LA PACIFICA INVASIONE TRENTINA DELL’ALTO ADIGE

Nel nostro Paese stiamo assistendo a una morfogenesi politica che sarà esplorata in decine, forse centinaia di saggi e articoli di scienze politiche (e non solo) delle prossime generazioni, in tutto il mondo. 

Abbiamo fatto il nostro ingresso in una delle epoche più eccitanti della storia umana

Tutto può accadere, nel bene e nel male, e l'esito dipende da tutti noi, non solo da pochi manovratori. 

 

Un aspetto interessante della questione è che il tentativo dell’Svp di prevenire l’emersione di un fenomeno come quello trentino e di bloccare l’espansione dei 5 stelle ventilando l’idea di importare la formula del Patt nella Provincia di Bolzano, cosa che le assicurerebbe un dominio assoluto sulla politica altoatesina senza rinunciare alla discriminante etnica, è giunta troppo tardi e è priva di qualsivoglia chance di concretizzarsi.

 

Nei prossimi anni, specialmente se la formazione guidata da Gios avrà successo, forze altoatesine trasversali e ostili all’establishment locale prenderanno a prestito il modello e ispirazione dal documento programmatico e si coalizzeranno in una lista civica che trascenderà appartenenze etniche e ideologiche, si alleerà con il M5s e avrà come obiettivo principale lo smantellamento del sistema di potere costruito dall’Svp nel dopoguerra.

 

Sarà la fine dei miti etnici e l’avvento di un Alto Adige diverso.

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