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Il Magnete come base della banda e anche donne coinvolte nel traffico. In arresto 14 nordafricani: sequestrati 900.000 euro di droga

A seguito delle tante segnalazioni dei residenti del condominio "Leonardo" si sono avviate le operazioni di indagine della polizia di Trento ed è stata sgominata una banda che riforniva la piazza della città. Sono stati sequestrati circa 19 chili di sostanze stupefacenti (IL VIDEO DEL BLITZ DELLA POLIZIA)

Di Luca Pianesi - 18 ottobre 2017 - 13:22

TRENTO. Il fulcro di tutto era il condominio "Leonardo" al Magnete. Qui abitava il bos della banda e da tempo il palazzo era tenuto sotto controllo dalle forze dell'ordine. Moltissime, infatti, le segnalazioni dei cittadini che lamentavano strani vai vieni, chiari episodi di spaccio e di microcriminalità. E allora ecco che ieri sono scattati gli arresti. In totale sono state fermate 14 persone, di queste 11 sono state trasferite in carcere mentre tre (tra questi due donne) sono ai domiciliari. 5 le persone ancora latitanti, per un totale di 19 persone di origine nordafricana. 

 

 

 

 

La mente della banda era tale Errih Fouad, 33enne di origine marocchina e tutta la sovrastruttura di questa organizzazione criminale dedita allo spaccio proveniva dal Marocco, mentre la manovalanza era tunisina e algerina. Nel complesso sono state 17 le persone arrestate (perché altri tre arresti erano avvenuti tra dicembre 2016 e maggio 2017), 15 le perquisizioni personali e domiciliari, per un totale di 22 persone, coinvolte a vario titolo. Ma soprattutto sono stati sequestrati circa 19 chili di sostanze stupefacenti (18 di hashish e 270 grammi di cocaina) e sono stati accertati circa 1.000 episodi di spaccio.

 

Dalle analisi dei laboratori (fatte a Laives) è emerso che la merce sequestrata poteva essere utilizzata per confezionare circa 85.000 dosi di hashish e circa 1100 dosi di cocaina per un valore sul mercato di circa 900.000 euro. L’indagine partita alla fine del 2016, aveva condotto gli investigatori, dopo alcuni sequestri di sostanza stupefacente a comprendere come sulla piazza di Trento gli spacciatori avessero costituito una capillare organizzazione criminale, composta da connazionali, già ben inseriti in un contesto lavorativo e conoscitori della realtà trentina.

 

I trafficanti per destare meno attenzione avevano coinvolto, nella gestione del mercato della droga, i propri familiari e in alcuni casi anche le mogli. Le signore venivano utilizzate per fare incontri anche fuori da scuole o in luoghi pubblici per accordarsi su prezzi, per aggiornarsi sull'arrivo di nuove partite di droga, o per fissare appuntamenti. Questo stratagemma non è stato, però, sufficiente ad ingannare gli investigatori che hanno pazientemente ricostruito la rete di contatti individuando fornitori, spacciatori ed acquirenti gravitanti sulla piazza di Trento, riuscendo a smantellare questa vasta organizzazione criminale che in poco tempo aveva fortemente inciso nelle dinamiche di spaccio delle sostanze stupefacenti nella città di Trento.

 

"L’operazione Leonardo (che deve il suo nome proprio dal condominio di Trento Nord) - commenta il capo della squadra mobile Salvatore Ascione - rappresenta l’ennesima dimostrazione della capacità investigativa degli uffici operativi della polizia di Stato e si incanala nelle direttive volute dal questore D’Ambrosio dirette a recidere, non solo i canali di rifornimento della droga nella città di Trento, ma anche a incidere fortemente nella repressione dello spaccio di piazza". Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Dda della procura della Repubblica di Trento ha visto coinvolti sul campo i poliziotti della squadra mobile, della Sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato presso il Tribunale di Trento, della squadra mobile di Bergamo, Milano, il Reparto Prevenzione Crimine della Lombardia ed i cinofili della polizia di Stato di Padova.

 

Il questore D'Ambrosio ha ringraziato la squadra mobile e la sezione di polizia giudiziaria di Trento ricordando come tutto il personale, evidenziando senso del sacrificio e grande professionalità, continui a colpire con estrema efficacia i canali di rifornimento della droga. "Questa ennesima operazione - ha detto - prova anche a coloro che mostrano spesso di non accorgersi del notevole lavoro delle forze di polizia, che le attività di prevenzione e di contrasto contro lo spaccio di stupefacenti rimarrà priorità della polizia nell'ottica di mantenere il più sicuro possibile il territorio trentino".

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