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BrennerCorridor, nasce la nuova società che gestisce l'A22. Rimane l'incognita sulla sede legale: Bolzano vorrebbe strapparla a Trento

La giunta regionale, con l'avvallo di Ugo Rossi, ha deciso di dare mandato a Kompatscher per la costituzione della nuova società con sede a Bolzano. Ma la successiva giunta provinciale ha messo il veto, con Olivi e Gilmozzi contrari a ogni ipotesi di trasloco della 'testa' che da sempre si trova a Trento

Pubblicato il - 19 ottobre 2018 - 15:57

TRENTO. La giunta regionale ha dato il via nella seduta di oggi, l'ultima prima del voto della prossima domenica, alla BrennerCorridor Spa, la nuova società in house chiamata a gestire l’Autostrada del Brennero una volta che sarà completato il procedimento per il rilascio della concessione.

 

La delibera che sancisce la nascita della società per azioni è stata approvata in accordo con le Province di Bolzano e Trento. Rimane però l'incognita della sede legale, non ancora decisa ufficialmente. La 'testa' di Autobrennero, che si trasformerà in BrenneroCorridor, è ora a Trento, ma sono molte le pressioni per spostarla in Sudtirolo.

 

Nella riunione della Giunta Regionale è stato dato mandato al suo presidente Kompatscher di recarsi dal notaio e formalizzare la costituzione di una nuova società, con la sede legale da definirsi a Bolzano. Questo è stato fatto con l'avvallo di Ugo Rossi, che ha accettato lo spostamento della 'testa' dal capoluogo trentino a quello altoatesino.

 

Ma successivamente si è tenuta la riunione della Giunta provinciale, che avrebbe dovuto ratificare la decisione. Il vicepresidente Alessandro Olivi e l'assessore alla mobilità Mauro Gimozzi si sono opposti fortemente all'ipotesi di trasferimento della sede legale: "D'accordo sulla newco, d'accordo sulla concessione, sulle strategie - avrebbe detto Gilmozzi - ma non passi per la testa a nessuno di spostare la sede. Il fatto che sia a Trento ha un significato politico importante".

 

I due assessori avrebbero sostenuto che Trento svolge storicamente il compito di cerniera di trasmissione tra Sudtirolo e Italia, tra Nord e Sud. Una funzione politica che si traduce in mediazione, in facilitazione di accordi, necessaria anche ora per costruire una nuova società che vedrebbe la partecipazione di altri attori oltre alle due Province.

 

La giunta provinciale si è dunque espressa contro all'ipotesi di trasferimento, anche contro la posizione di Ugo Rossi che su questa prospettiva sarebbe sembrato più possibilista. 'Non cambia nulla', avrebbe detto in giunta, spiegando che gli effetti fiscali sarebbero comunque ripartiti tra Trento e Bolzano, come succede già adesso.

 

Ma il punto, come si diceva, è politico. Nella mattinata si è sparsa la voce di un 'tradimento' di Rossi, con il voto favorevole alla sede bolzanina. "Sede legale e amministrativa si decideranno dopo le elezioni, così la anche la governance della nuova società", così ha risposto Rossi a chi cercava conferme.

 

La tratta autostradale A22 Brennero-Modena è attualmente in concessione, in regime di proroga, alla Autostrada del Brennero Spa, nella quale la Regione partecipa al capitale sociale per una quota pari al 32,29% ed è, quindi, il socio con la maggioranza relativa.  

 

Nel gennaio 2016 la Regione, le Province di Bolzano e Trento e le altre amministrazioni locali che detengono pacchetti azionari di Autobrennero, hanno sottoscritto un’intesa con il Ministero delle Infrastrutture con l’obiettivo di individuare e adottare le misure per la creazione di una società interamente a capitale pubblico che, attraverso una concessione di durata trentennale, provvedesse alla gestione dei trasporti e delle relative infrastrutture lungo il corridoio del Brennero. 

 

Inizialmente l’amministrazione della società BrennerCorridor Spa sarà affidata ad un amministratore unico e il capitale sociale, per un ammontare complessivo 1,050 milioni sarà versato in parti uguali dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Il progetto prevede che, in seguito, gli altri soci pubblici sottoscrittori del protocollo d’intesa del gennaio 2016 entreranno nell’assetto societario attraverso aumenti di capitale sociale.

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