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''Rossi vuole spostare la sede di Autobrennero da Trento a Bolzano''. Fugatti e Primon ipotizzano accordi 'segreti' con Kompatscher

La giunta regionale, con l'avvallo di Rossi, ha dato mandato a Kompatscher di costituire la nuova società con sede a Bolzano. Ma Olivi e Gilmozzi si sono opposti e la giunta provinciale ha sconfessato il suo presidente

Di Donatello Baldo - 19 ottobre 2018 - 18:13

TRENTO. Scoppia il caso Autobrennero a poche ore dalle elezioni, con il fuoco incrociato contro Ugo Rossi che nella seduta della giunta regionale avrebbe dato il suo avvallo al trasloco della sede legale della società autostradale da Trento a Bolzano. Il governatore avrebbe infatti accettato di dare mandato a Kompatscher di rivolgersi a un notaio per la costituzione di BrennerCorridor, la newco che andrebbe a sostituire Autobrennero. In questo mandato anche quello di individuare Bolzano come sede della 'testa' del gruppo.

 

Maurizio Fugatti il primo a intervenire, ancora in mattinata quando le voce dovevano ancora essere confermate. "E' un'idea priva di qualsiasi logica - ha subito dichiarato - mossa soltanto da accordi politici tra Rossi e Kompatscher che dovrebbero essere resi chiari. A maggio ragione a pochi giorni dalle elezioni provinciali". 

 

Anche Paolo Primon è intervenuto, dando la sua versione dei fatti e spiegando quali siano questi accordi: "L'Svp ha chiesto l'appoggio di Rossi per spostare la sede a Bolzano e in cambio assicura a Rossi la presidenza del prossimo consiglio regionale". 

 

Altre versioni sostengono che invece la decisione di spostare a Bolzano la sede legale sia per sottrarre la futura società, e la concessione autostradale, dal controllo veneto. Controllo che con il possibile arrivo al governo del trentino di Maurizio Fugatti e della Lega sarebbe molto probabile per affinità politiche.

 

Ma la definizione della sede legale non sarà così semplice e si andrà a dopo le elezioni. La giunta provinciale, convocata dopo quella regionale e che avrebbe dovuto ratificare la decisione, ha sconfessato il suo presidente Rossi. Alessandro Olivi e Mauro Gilmozzi si sono opposti strenuamente al trasloco.

 

"D'accordo sulla newco, d'accordo sulla concessione, sulle strategie - avrebbe detto Gilmozzi - ma non passi per la testa a nessuno di spostare la sede. Il fatto che sia a Trento ha un significato politico importante".

 

I due assessori avrebbero sostenuto che Trento svolge storicamente il compito di cerniera di trasmissione tra Sudtirolo e Italia, tra Nord e Sud. Una funzione politica che si traduce in mediazione, in facilitazione di accordi, necessaria anche ora per costruire una nuova società che vedrebbe la partecipazione di altri attori oltre alle due Province.

 

Il veto trentino rispetto alla delibera della giunta regionale apre ora un problema. Impossibile procedere senza un accordo tra le parti in causa, tutte azioniste della nuova società. "Sede legale e amministrativa si decideranno dopo le elezioni, così la anche la governance della nuova società", si è limitato a dire il governatore Rossi. Se c'era l'accordo, l'accordo è saltato perché la sua giunta, nell'ultima seduta della legislatura, ha detto no, la sede resta a Trento. 

 

Polemici anche gli Autonomisti Popolari che con Chilovi spiegano: ''Male, malissimo per il Trentino che si vede sfilare, a due giorni dal voto la sede della società che sarà a Bolzano. Non lo diciamo per campanilismo e non lo diciamo neppure in onore di una storia autostradale che è sempre stata a trazione trentina. Più banalmente lo diciamo per una questione di soldi, tanti soldi che anziché finire nel bilancio della Provincia di Trento finiranno in quello della Provincia di Bolzano che incasserà la quota parte di tasse ed IVA della nuova società. Decine di milioni all'anno che quale saluto di commiato il genio di Ossana ha voluto regalare all'amico Kompatscher. Siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, sappia il signor Rossi che ci metteremo di traverso a qualsivoglia inciucio abbia in animo di porre in essere per riguadagnare, magari in Regione, una sedia presidenziale. E vogliamo assicurargli che siamo in ottima e numerosa compagnia. È davvero l'ora: fuori i mercanti dal tempio dell'Autonomia''.

 

E anche Bezzi con il Udc è polemico: ''Un atto irresponsabile del presidente Rossi chiaramente contro il popolo trentino e contro i padri nobili dell’Autonomia trentina, aver deliberato in Giunta regionale lo spostamento
della sede legale di A22''.

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