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Eccidio di Vattaro, prove di dialogo tra Anpi e sindaco. L'anno scorso si rifiutò di partecipare alla commemorazione

Il 5 maggio la cerimonia al cippo in ricordo dei sette partigiani uccisi dai nazisti. Il sindaco: "Ma non siano sottovalutate le paure e i ricordi che rimangono nella mente della gente di Vattaro che ancora oggi vedono con distacco questa celebrazione"

Pubblicato il - 02 maggio 2018 - 20:13

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. L'anno scorso lo sgarbo del sindaco David Perazzoli fu plateale. Alla cerimonia di commemorazione delle sette vittime di nazisti non si fece vedere, negò la corona di fiori a spese del Comune e disse parole di fuoco: "Tutti quelli nati prima del '45 conoscono come è andata la storia. I partigiani hanno fatto partire una raffica di colpi e i tedeschi, sentendosi attaccati, hanno recuperato le loro armi".

 

Da lì partirono accuse di revisionismo storico, prese di posizione di Anpi e antifascisti. Ma la querelle si scatena ogni anno e si riferisce alla vox populi che ricostruisce i fatti del 4 maggio del '45 in modo diverso da come vengono riportati dai documenti storici.

 

Finita la guerra i tedeschi in ritirata dall’Altopiano di Asiago verso Trento lasciano ancora un’inutile scia di sangue a Vattaro. I disarmi e la resa di reparti tedeschi erano già stati messi in atto a Lavarone dove con i partigiani dei 'Sette Comuni' erano arrivate le truppe inglesi.

 

Forse anche per informazioni sbagliate, si diceva che altri reparti tedeschi si sarebbero consegnati a Vigolo Vattaro. Non era così. I partigiani a bordo di un’autocorriera non hanno nemmeno il tempo di arrivare a Vattaro che, ad attenderli, sopraggiunti dal Comando di Caldonazzo, ci sono dei mezzi corazzati tedeschi con i mitragliatori piazzati.

 

Un partigiano 'Il Bolzanin', che parla la lingua tedesca, scende dal pullman con altri trenta partigiani per parlamentare e forse per intimare la consegna delle armi. Non ha nemmeno il tempo di aprire bocca - sostiene l'Anpi, e a dire il vero tutta la storiografia - che è immediatamente falciato dal fuoco tedesco.

 

Il comandante delle Fiamme Verdi della Divisione “Ortigara” Giulio Vescovi 'Leo' – maggiore degli alpini  - lancia un urlo “qui ci ammazzano tutti” . La sparatoria è terribile. Sette partigiani rimangono colpiti a morte. Gli altri riescono a fuggire. Lo scontro mortale costituisce un trauma terribile anche per gli abitanti del paese. Il giorno dopo a Vattaro sfilano per la strada gli americani. La guerra è davvero finita.

 

Il 4 maggio le associazioni partigiane torneranno a Vattaro, e come ogni anno deporranno una corona di fiori. Ma questa volta, dopo le aspre polemiche dello scorso anno, si cerca una conciliazione con l'amministrazione comunale, con il sindaco e con la popolazione. 

 

Già lo scorso anno, dopo che e polemiche avevano raggiunto le pagine dei giornali, ci fu un incontro chiarificatore tra Anpi e sindaco "per precisare gli atteggiamenti assunti pubblicamente e per approfondire i giudizi sul tragico avvenimento che sconvolse quel 4 maggio del 1945 la vita della piccola comunità di Vattaro", ricordano le associazioni antifasciste.

 

In quella sede  l’Anpi aveva sottolineato l’importanza di ricordare quei sette partigiani che morirono sotto il fuoco dei soldati tedeschi in ritirata. "Il sindaco del Comune di Altopiano della Vigolana  aveva descritto le gravi paure e le apprensioni dolorose che coinvolsero allora la popolazione di Vattaro, quando si temette la furia della rappresaglia tedesca, che fu evitata alla fine anche grazie all’intervento del capofrazione e del parroco".

 

Una posizione che il sindaco ancora sottolinea, e in risposta all'Anpi afferma di concordare sull'importanza di ricordare le persone cadute a causa del nazifascismo in Italia e coloro che perirono a Vattaro in quel 4 maggio". "Non vanno comunque dimenticate - torna a sottolineare - le paure e i ricordi che rimangono nella mente della gente di Vattaro che ancora oggi vedono con distacco questa celebrazione. Comunità - conclude il sindaco - di cui orgogliosamente faccio parte e mi sento di rappresentare a pieno nella mia figura istituzionale"

 

Quest’anno l’Anpi ritorna quindi puntuale a Vattaro sabato 5 maggio con le delegazioni di Trento e di Vicenza. "E’ importante sottolineare la necessità di coinvolgere attraverso opportune iniziative le giovani generazioni sul significato e sui valori della Resistenza e sul suo ruolo nel riscatto della dignità di una nazione - afferma Mario Cossali, presidente dei Partigiani trentini - come sottolineò Alcide Degasperi alla Conferenza di Pace".

 

 

 

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