Contenuto sponsorizzato

Da Lasa a Vattaro, l'Anpi omaggia le vittime degli ultimi eccidi nazisti in Italia

In questi giorni si ricordano le molte vittime lasciate sul terreno in Trentino-Alto Adige durante la ritirata dei tedeschi. Se Trento festeggiava oggi la sua liberazione, le vallate erano teatro di eccidi, come quello avvenuto il 4 maggio a Vattaro e omaggiato sabato prossimo dall'Anpi trentina e vicentina. Giornata di ricordo anche in Alto Adige, dove la sezione locale ha omaggiato le vittime delle stragi di Lasa (2 maggio 1945) e Bolzano (3 maggio 1945)

Di Davide Leveghi - 03 maggio 2020 - 12:33

TRENTO. A 75 anni dalla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, per il Trentino-Alto Adige l'anniversario si festeggia a una settimana di distanza. Mentre infatti gran parte delle città industriali del Nord si liberava dell'occupante nazista e del collaboratore fascista attorno alla data del 25 aprile, scelta dal Cln dell'Alta Italia per l'insurrezione generale, per un territorio di fatto annesso al Reich i tempi furono dilatati, e solo a cavallo tra aprile e maggio i comandi tedeschi presenti sul territorio avrebbero comunicato la decisione di ritirarsi.

 

Il riflusso delle colonne tedesche (rabbiose e sconfitte), però, non fu affatto pacifico, lasciando al proprio passaggio una scia di sangue sia nella provincia di Trento che in quella di Bolzano. L'ultimo eccidio nazista infatti sarebbe avvenuto nei paesi di Stramentizzo, Molina di Fiemme e Ziano, dove in rappresaglia all'uccisione di un soldato, i tedeschi uccisero 45 persone, tra cui diversi civili. Per questo, nonostante le restrizioni imposte dall'emergenza Coronavirus, le sezioni dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia non hanno mancato di ricordare le stragi compiute ai danni della popolazione e dei partigiani, a partire dall'Anpi dell'Alto Adige/Südtirol, protagonista della commemorazione delle vittime di Lasa.

 

Il 2 maggio 1945, nella polveriera di Cengles, in val Venosta, un gruppo di operai italiani festeggiava la fine del conflitto, sottraendo delle munizioni al distaccamento tedesco presente sul luogo. Da Silandro, il comando dell'esercito germanico inviava così una squadra di soldati, che catturava e conduceva nella piazza del paese 11 operai. Spostandosi fuori dall'abitato, uno dei prigionieri riusciva a fuggire. Per gli altri 10, invece, la sorte era segnata. Uno dopo l'altro, infatti, vennero fucilati (uno di loro, creduto morto, sopravvisse).

 

Lasa non fu però l'unico teatro delle violenze naziste in Alto Adige. A Merano e a Bolzano avvennero altri scontri a fuoco e nel solo 3 maggio il capoluogo registrò oltre 40 vittime. Per questo, al cippo di Lasa come alle targhe dedicate alla morti di Bolzano (in via Volta e via Siemens), l'Anpi ha voluto deporre una corona di fiori, proseguendo un percorso di celebrazione del sacrificio di entrambe le Resistenze, tedesca e italiana, che agirono in Alto Adige – in occasione del 24 aprile, ad esempio, era stato ricordato il maestro Franz Innerhofer, ucciso dagli squadristi nel 1921.

 

Abbiamo voluto che risuonasse Bella Ciao – scrivono in un comunicato di presentazione dell'iniziativa – per fare memoria e orientare il nostro presente, segnato dalla drammatica emergenza sanitaria e da polemiche ed egoismi strumentali, inutili e pericolosi, lontanissimi dall'abnegazione solidale della stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini, affinché il nostro futuro sia nel segno della speranza e della rinascita. Ovunque abbiamo lasciato un cartello per ricordare che anche in tutti questi luoghi sono nate la Costituzione, l'autonomia e la convivenza ed è dalla memoria e dall'attuazione di questi valori che verrà la rinascita in modo che il 'dopo' sia meglio del 'prima'”.

 

 

Un messaggio, dunque, quello dell'Anpi, che pare rispondere alle manifestazioni separatiste comparse nella notte tra sabato e domenica e che rischiano di riaccendere, in questa difficile fase economica, sociale e politica – con un conflitto di competenze esploso da giorni – la polemica etnica.

 

In Trentino, invece, avverrà nella giornata di lunedì 4 maggio il ricordo della strage di 7 partigiani a Vattaro, una celebrazione che in passato non aveva mancato di provocare qualche polemica, con la decisione del sindaco di non partecipare all'omaggio dell'Anpi. Assieme al Comune dell'Altopiano della Vigolana, le sezioni del Trentino e di Vicenza parteciperanno così, nel rispetto delle limitazioni imposte dalla pandemia, ad un'iniziativa volta a ricordare l'uccisione da parte di un reparto tedesco in ritirata di 7 partigiani il 4 maggio 1945.

 

Le polemiche scoppiate nel 2017, quando il sindaco David Perazzoli aveva rigettato l'invito a partecipare affermando che fossero stati i partigiani “i primi a sparare” - versione giudicata falsa dall'allora presidente trentino dell'Anpi Sandro Schmidt – hanno secondo l'associazione partigiani dato vita ad una riflessione giunta a cercare di mantenere il ricordo dell'alto valore storico e morale della Resistenza e delle paure vissute dalla popolazione, che a seguito dell'episodio temette la rappresaglia dei reparti nazisti.

 

La celebrazione avrà luogo durante la mattinata di sabato 9 maggio, alle ore 10. Il sindaco Paolo Zanlucchi, da parte sua, ha assicurato che la giunta comunale da lui presieduta sarà presente al ricordo con una propria rappresentanza, deponendo una corona di fiori sulla lapide che ricorda i 7 partigiani uccisi dai tedeschi.

 

A testimoniare il ruolo svolto anche dai trentini nella pagina fulgida della Resistenza, nel programma "La scelta-I partigiani di raccontano" di Gad Lerner in onda su Rai Tre, è stata intervistata anche Tosca Giordani, staffetta di Villa Lagarina classe 1922.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.05 del 26 Ottobre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

26 ottobre - 19:32

Ci sono 86 persone nelle strutture ospedaliere di Trento e Rovereto, 5 pazienti si trovano nel reparto di terapia intensiva e 10 persone sono in alta intensità. Nelle ultime 24 ore sono stati trovati 113 positivi a fronte dell'analisi di 983 tamponi molecolari per un rapporto contagi/tamponi a 11,5%

26 ottobre - 18:58

I nuovi dati forniti dalla Provincia e dall'Azienda sanitaria dimostrano come l'allerta nelle Rsa rimane alta. Il direttore dell'Apss "Il focolaio maggiore è nella struttura di Malè" e accanto all'emergenza sanitaria c'è anche quella del personale  

26 ottobre - 17:59

Sono stati analizzati 983 tamponi, 113 i test risultati positivi e il rapporto contagi/tamponi sale a 11,5%. A fronte di un leggero aumento rispetto a ieri dei 104 casi in valore assoluto (5,7%), il dato percentuale è praticamente raddoppiato. Sono 10 le persone in più in ospedale per Covid-19

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato