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Esercito in città, il sindacato di Polizia: ''Non solo inutile ma anche pericoloso. Non ci sarà alcun ritorno in termini di efficacia''

La presenza di una camionetta dell’Esercito, ricorda il CO.I.S.P, deve essere comunque “scortata” da un equipaggio della Polizia o dei Carabinieri: “I militari comunque, non possono svolgere le attività peculiari di una attività di polizia come identificazione, controllo documenti, accertamenti alla banca dati delle forze di Polizia e accompagnamento per identificazione. 

Di G.Fin - 03 giugno 2018 - 06:01

TRENTO. “L'affiancamento dei  'soldati' alle Forze di Polizia, non solo è inutile, è addirittura pericoloso. Sarà un ingiusto prezzo che i cittadini dovranno pagare, in termini di ingombrante presenza militare, comunque innaturale in uno Stato democratico in tempo di pace”. Sono parole durissime le parole che arrivano dal CO.I.S.P., il sindacato di Polizia, in merito alla richiesta, avvenuta la scorsa settimana con una mozione approvata in Consiglio comunale a Trento, di chiedere l'intervento dell'esercizio per la sicurezza e contro il degrado in città.

 

Un provvedimento, spiega il CO.I.S.P che “inganna i cittadini con l’illusione che solo così, d’ora in poi avranno il diritto di vivere la loro città”.

 

La mozione presentata in comune dalla Lega, aveva anche visto l'ok con i voti del Patt che all'interno del documento era riuscito a inserire un proprio emendamento. Quest'ultimo era stato votato dalla maggioranza. Pd, Cantiere, Insieme Trento e Verdi si erano poi detti contrari all'approvazione degli altri punti mentre le Stelle Alpine si sono accodate all'opposizione.

 

“Vorrei venire in soccorso a questi personaggi – ha spiegato Sergio Paoli, Segretario Provinciale Generale del Coordinamento per l’Indipendenza dei Sindacati di Polizia CO.I.S.P. - e a quanti hanno salutato con entusiasmo questa eventualità, evidenziando qualche fattore forse frettolosamente licenziato sia dai promotori che da tempo ne fanno un cavallo di battaglia, ma anche dagli improvvisati sostenitori di questa assolutamente non originale iniziativa. Faccio di peggio, pecco e penso male, sospettando che l’argomento sia stato volutamente poco approfondito da questi ultimi, e che, approfittando del mal di pancia della “casalinga di Povo, dell’architetto del centro e del contadino di Ravina”(citando un assessore del Patt) si siano garantiti un posto sul carro ormai in corsa dei potenziali vincitori delle prossime elezioni provinciali”.

 

Forze dell'ordine ed esercito hanno funzioni ben diverse. Il primo, spiega il CO.I.S.P, difende i confini nazionali, terrestri, marittimi ed aerei, partecipa alle missioni di pace e interviene in caso di disastri e calamità più o meno naturali. Le Forze di Polizia, invece, hanno quale funzione primaria la tutela dell’esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini, la vigilanza sull’osservanza delle leggi, dei regolamenti e dei provvedimenti della pubblica autorità, la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, la prevenzione e repressione dei reati.

 

“Non è ammissibile, pertanto – ha spiegato Paoli - forzare e snaturare la legge 121/81, invocandone nello stesso tempo il rispetto. Ci sarà un motivo se gli appartenenti a questi due comparti svolgono addestramenti, ricevono insegnamenti e si specializzano in settori profondamente diversi”.

 

Sempre il sindacato spiega che all’interno delle Forze di Polizia si studia e si applica il diritto penale, civile ed amministrativo, con la conoscenza e consapevolezza del significato di un fermo di polizia giudiziaria, di un arresto, di un accompagnamento, di un’espulsione e questo a tutela e a garanzia dei diritti dei cittadini. Si imparano e si mettono in pratica tecniche di intervento in caso di furti, rapine, di sequestri e di attentati, ma anche di liti, risse, problemi con disadattati e violenti, tossicodipendenti, alcolisti, dissidi famigliari o riguardanti minori. “Tutti fattori – ha spiegato Sergio Paoli - che non rientrano nel bagaglio professionale di un militare dell’esercito che ne ha altri, altrettanto importanti e complessi ma profondamente diversi nell’esecuzione e soprattutto nelle finalità”.

 

Ancora, i poliziotti svolgono esercitazioni al tiro con le armi prevalentemente corte e a distanze caratteristiche per un confitto a fuoco nell’ordine di pochi metri, che si verifica nella quasi totalità dei casi cittadini. Usano spray, getti d’acqua e lacrimogeni. I militari colpiscono con un proiettile esplosivo un barattolo a duecento metri di distanza e sanno lanciare una bomba a mano. “Questo cosa serve – si chiede il segretariudel CO.I.S.P - quando hai davanti a te un uomo armato fatto di crack o ubriaco?

 

Esiste una funzione importantissima svolta dalle forze di polizia, quella della prevenzione. Non è uno sfizio se i veicoli e le divise delle forze dell’ordine sono così identificabili e a volte addirittura sgargianti: farsi vedere è già una prevenzione.

 

“Guardate i colori dei mezzi e delle divise militari. Verde, mimetico, proprio come il 90 per cento dell’ambiente trentino, verde come i cespugli e i prati di Piazza Dante; pure i fanali delle jeep sono ciechi, ottimi in guerra probabilmente. Ma questa mimetizzazione non paga in termine di prevenzione ed è pericolosa per chi opera nello stesso ambiente. Vi sono già stati incidenti, anche gravi a causa di questa invisibilità, poliziotti che aprono il fuoco contro i militari che li dovevano coadiuvare” continua il segretario del sindacato.

 

Quale dovrebbe essere l'aiuto dell'esercito? “Non certo in una attività di Polizia come ho cercato di chiarire – continua Paoli - l’unico impiego utile dell’esercito e attuato in altre città metropolitane, è quello finalizzato alla vigilanza di obiettivi inanimati, quando li si deve proteggere da eventuali attentati ed attacchi. Ecco allora i militari a difesa di un Tribunale, di un deposito di esplosivi, di un Consolato, di un aeroporto, finanche all’abitazione a all’ufficio di una autorità. Aiuti preziosi che svincolano Poliziotti e Carabinieri che possono così essere impiegati in attività più specifiche, di prevenzione e repressione. Ma a Trento, di obiettivi così purtroppo o per fortuna non ce ne sono”.

 

La presenza di una camionetta dell’Esercito, ricorda il CO.I.S.P, deve essere comunque “scortata” da un equipaggio della Polizia o dei Carabinieri “non ha nessun ritorno in termini di efficacia, perché i militari comunque, non possono svolgere le attività peculiari di una attività di polizia. (identificazione, controllo documenti, accertamenti alla banca dati delle forze di Polizia, accompagnamento per identificazione…) e sarebbero ridotti a semplici comparse. Se poi qualcuno pensa che la semplice presenza di uomini in divisa intimorisca o incuta rispetto a certi personaggi, si sbaglia di grosso”.

 

Le persone che bighellonano in Piazza Dante giorno e notte, continueranno ad esserci. “Possiamo mandare mille poliziotti in piazza Dante (li avessimo) assieme a centomila soldati, ma la situazione non cambierebbe di una virgola. Non illudiamoci quindi di risolvere la situazione esclusivamente con una attività di Polizia, almeno finché le regole rimarranno queste e fintanto c'è chi delinque, sa di non rischiare sostanzialmente nulla”. L’affiancamento dei “soldati” alle Forze di Polizia, conclude il segretario provinciale del CO.I.S.P “non solo è inutile, è addirittura pericoloso e se attuato, cosa che non mi auguro, sarà un ingiusto prezzo che i cittadini dovranno pagare, in termini di ingombrante presenza militare, comunque innaturale in uno Stato democratico in tempo di pace”.

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