Caos sanità, a Cles di dimettono 4 medici: tra di loro un direttore. Sale la preoccupazione, l'attacco: “Avevamo segnalato carenze e difficoltà, cosa accadrà adesso?"
Interviene il sindacato che già in passato, con missive ufficiali e con comunicati stampa aveva segnalato la situazione: "Oggi non chiediamo giustificazioni: chiediamo risposte e soluzioni. Se qualcuno ritiene che l’Ortopedia di Cles non abbia più un futuro, abbia almeno il coraggio e la responsabilità di dirlo apertamente al territorio"

TRENTO. La situazione all'ospedale di Cles torna a far discutere. Nei mesi scorsi sulle pagine de il Dolomiti era stata denunciata la situazione all'Unità operativa di chirurgia generale senza guida da mesi (Qui l'articolo). Ora il terzo presidio ospedaliero della provincia è costretto a registrare le dimissioni di quattro medici, tra cui il direttore dell'unità operativa a Ortopedia.
“Avevamo lanciato l’allarme già nel 2023 e nel 2024. Non accetteremo che a pagare siano ancora una volta lavoratori e cittadini delle Valli” sono le parole arrivate in queste ore da Giuseppe Varagone, segretaio generale della Uil Fp del Trentino che esprime fortissima preoccupazione per quanto sta accadendo all’Unità Operativa di Ortopedia dell’Ospedale di Cles e chiede alla Direzione aziendale di fare immediatamente chiarezza sul futuro del reparto.
Uil Fp del Trentino spiega di aver formalmente portato all’attenzione della dirigenza aziendale, compreso l’attuale direttore generale Antonio Ferro, le pesanti difficoltà nelle quali si trovavano a lavorare i professionisti dell’Ortopedia.
“Lo avevamo fatto attraverso due missive ufficiali e tre comunicati stampa. Una delle nostre lettere non ha mai ricevuto risposta. Alla seconda è seguita una risposta che, a nostro giudizio, non affrontava adeguatamente la gravità della situazione. Avevamo - spiega ancora Varagone - segnalato la carenza di medici ortopedici, la necessità di un potenziamento dell’organico e le crescenti difficoltà nel garantire contemporaneamente le consulenze in pronta disponibilità per il Pronto Soccorso, l’attività del blocco operatorio, gli ambulatori e la copertura del reparto di degenza. Avevamo avvertito che quel sistema rischiava di non reggere. Oggi quattro professionisti decidono di lasciare e non possiamo accettare che quanto sta accadendo venga rappresentato come un evento improvviso o imprevedibile”.
Come si è arrivati a questo punto con ben quattro medici che hanno deciso di dimettersi? Qual è il piano per garantire la continuità dell'Ortopedia di Cles? C'è il rischio di chiusura o ridimensionamento dell'Unità operativa? Sono le domande che il sindacato rivolge alla governace azienda nella speranza di ottenere qualche risposta.
“Non possiamo permettere che un territorio venga progressivamente privato di servizi sanitari essenziali senza che lavoratori, cittadini e rappresentanze sindacali sappiano quale sia il progetto dell’Azienda” continua Varagone. Le conseguenze che potrebbero arrivare sulla comunità sono molte e il depotenziamento o chiusura dell'unità operativa andrebbe anche ad aumentare la pressione sulle altre strutture sanitarie provinciali.
“Esiste inoltre una questione legata alla stagione turistica e sciistica, durante la quale il territorio registra un importante aumento delle presenze, compresa un’area di rilevanza internazionale come Madonna di Campiglio. Chi garantirà l’assistenza specialistica ortopedica necessaria durante questi periodi?” si chiede ancora il sindacato. C’è infine una questione: il futuro dei lavoratori. “Se l’Unità Operativa dovesse essere chiusa, sospesa o ridimensionata, cosa accadrà al personale sanitario e agli oss attualmente impiegati nel reparto?”.
Il sindacato chiede risposte. “È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità. Noi avevamo segnalato il problema quando c’era ancora il tempo per intervenire. Avevamo scritto, denunciato pubblicamente le difficoltà e chiesto attenzione sulla carenza di personale e sulle condizioni nelle quali questi professionisti erano costretti a garantire il servizio. Oggi non chiediamo giustificazioni: chiediamo risposte e soluzioni. Per questo chiediamo un confronto urgente con la Direzione aziendale e un piano chiaro sul futuro dell’Ortopedia di Cles, con tempi, organizzazione e garanzie precise sulla continuità del servizio e sulla tutela dei lavoratori. Se qualcuno ritiene che l’Ortopedia di Cles non abbia più un futuro, abbia almeno il coraggio e la responsabilità di dirlo apertamente al territorio. Se invece si vuole garantire il servizio, allora è il momento di dimostrarlo con atti concreti, immediati e verificabili”.


















