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| 20 ott 2018 | 06:01

In Trentino meno incidenti e morti sulle strade che nel Veneto, Belluno meglio di Bolzano

I dati Istat del 2017 mostrano una tendenza diversa rispetto al "morti su morti ogni anno" pronunciato da Matteo Salvini in piazza a Pergine. Parole unite a "un voto contro la cattiva amministrazione" che aveva infiammato le reazioni del centrosinistra e degli amministratori

In Trentino meno incidenti e morti sulle strade che nel Veneto, Belluno meglio di Bolzano
Foto d'archivio

TRENTO. Sono stati 1.356 gli incidenti, 29 morti e 1.980 feriti per 710.972 veicoli circolanti. Questi i numeri del Trentino registrati nel 2017. Il tasso di incidentalità è dell'1,91%, quasi due sinistri ogni mille auto sulle strade provinciali.

 

Si parte dal presupposto che morti e incidenti sono sempre troppi, ma ben lontano dal "morti su morti ogni anno" pronunciato da Matteo Salvini in piazza a Pergine (Qui articolo). Parole unite a "un voto contro la cattiva amministrazione" che aveva infiammato le reazioni del centrosinistra e degli amministratori (Qui articolo). 

 

Chiara la correlazione di più auto in strada e più incidenti, ma i valori sono simili tra Regioni limitrofe e non sempre il rapporto è valido, come nel caso tra Trento e Belluno, ma anche se si scende lungo la Penisola, come nel caso di Perugia oppure Terni in Umbria, realtà che può essere paragonata al Trentino.

 

Ma come stanno i nostri vicini? Peggio del Trentino. A Bolzano il tasso di incidenti è del 2,60%, 1.655 sinistri, 30 morti, 2.164 feriti e 635.378 veicoli circolanti. Gli altoatesini si collocano al terzo posto.

 

In mezzo al Trentino Alto Adige spunta, infatti, Belluno. Se si prende il valore assoluto, i decessi lungo le arterie sono molti meno, cioè 14, ma anche le auto circolanti sono decisamente inferiori e si fermano a 175.288. Gli altri indicatori dicono 441 incidenti e 640 feriti per un tasso del 2,52%.

 

Nel 2017 a Vicenza hanno pianto 50 morti, mentre i feriti sono 2.967 a fronte di 2.179 incidenti e 747.300 veicoli per un tasso del 2,92%. A Verona la "maglia nera": il tasso si attesta intorno al 3,77% per 3.030 incidenti, 64 morti e 4.006 feriti e 804.760 veicoli in circolazione. Se si rimane in Veneto, Padova va poco meglio. I patavini registrano un tasso del 3,68% (2.898 incidenti, 46 morti, 3.936 feriti e 787.406 macchine).

 

Se guidiamo in Lombardia tra Bergamo, Brescia e Mantova il tasso di incidenti supera il 3% e, purtroppo, anche il numero di morti. A Brescia siamo intorno al 3,19%, 63 decessi e 4.763 feriti su 3.336 incidenti e oltre un milione di auto circolanti.

A Bergamo ci si attesa al 3,27%, 46 morti e 4.036 feriti, 3.336 incidenti e 904.093 vetture in strada.

 

A Mantova i morti sono 33 e 1.689 feriti per un tasso del 3,20%: 1.156 incidenti e 361.488 veicoli circolanti. Se si scende in Umbria, che in certe tratte presenta arterie critiche e fondi stradali in emergenza, il tasso di incidenti sale tra il 2,73% di Perugia e il 3,26% di Terni.

 

A Perugia i morti sono 35 e 2.354 feriti, gli incidenti 1.156 e 361.488 veicoli in strada, mentre a Terni ci sono 13 morti e 904 feriti per 669 incidenti e 205.382 auto in strada. 

 

In Italia comunque il rapporto tra incidenti e veicoli è tendenzialmente minore, soprattutto al Sud, mentre più critica la situazione al Centro-Nord, escluso le province dell’arco alpino. Insomma, i dati Istat forniscono anche altri indicatori, in particolare quelli sui decessi a seguito di incidente stradale: qui non c'è una vera e propria correlazione geografica. 

 

Particolare la situazione che vede Trento e Bolzano ai vertici della classifica per i tassi di incidentalità bassi e un ipotizzato aumento della rimodulazione delle tariffe Rc Auto per abbassare quelle al Sud, Trentino a +25,45% e Alto Adige a +40,21%.

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