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| 26 nov 2018 | 19:11

Santa Maria, i volontari che già operano per tenere aperta la basilica: "Non si capisce che ruolo avranno i vigilantes"

"Oggi la basilica di S. Maria è un luogo aperto. Può essere vissuto da tutti coloro che vogliono entrarvi. Può essere popolato dai fedeli che desiderano recitare una preghiera o accendere un lumino"

Santa Maria, i volontari che già operano per tenere aperta la basilica: "Non si capisce che ruolo avranno i vigilantes"
di Redazione

TRENTO. Sono i volontari che da oltre un anno tengono aperta la chiesa di Santa Maria Maggiore e intendono intervenire nel dibattito che si è aperto dopo che il governatore ha annunciato di affidare il presidio della basilica ai vigilantes.

 

Siamo il gruppo di volontari che custodisce la Basilica di S. Maria Maggiore e vogliamo sottolineare con forza il significato della nostra attività, che nel dibattito di questi giorni sulla sicurezza, ci sembra  sia stato scarsamente compreso e talvolta neppure rilevato, se abbiamo potuto leggere che la chiesa di S. Maria Maggiore è da mesi tenuta chiusa nel pomeriggio.

 

La nostra attività di assidua sorveglianza della chiesa ci permette di suggerire che la sicurezza va senza dubbio aumentata e l’impegno va rivolto all’esterno dell’edificio, in particolare sulla piazza, che merita certamente più attenzione. La presenza dei volontari all’interno della chiesa di S. Maria e il senso di socialità riavviato hanno ricreato frequentazioni e sicurezza. E’ difficile capire che ruolo potrebbero svolgere le guardie giurate - non certo quello di scortare, come “novelli templari”, i fedeli mentre vanno  in chiesa - considerato che non si possono sostituire alle forze di polizia, di cui non hanno i poteri.

 

Il nostro gruppo è composto da un’ampia varietà di persone. C’è un nucleo significativo di abitanti del quartiere - tra questi il presidente dell’associazione Rinascita Torre Vanga che presta regolarmente il suo servizio - un numero consistente di membri dell’associazione Anastasia (Amici nell’Arte Sacra tra Architettura, Simbologia, Iconografia, Agiografia), i volontari dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, che operano una settimana al mese,  e dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri in congedo. Questi ultimi hanno dato un grande contributo all’inizio dell’attività del gruppo, ma ora hanno dovuto ritirarsi a causa di grandi impegni su altri fronti.

 

La prima riunione organizzativa con il parroco, Don Andrea Decarli, si è tenuta il 4 dicembre 2017, poco dopo la chiusura della chiesa a causa di furti e scassi, e nei giorni seguenti è iniziata l’attività di custodia. I volontari hanno tenuto continuamente aperta la basilica, anche durante il periodo estivo, a partire dalla fine dell’anno scorso. Se c’è un’ulteriore necessità di ampliare l’orario di apertura pomeridiano, siamo disponibili ad un maggiore impegno.

 

Leggendo la stampa locale, ci pare che l’unica persona che ha compreso pienamente il senso della nostra iniziativa sia stato il parroco Don Andrea, come risulta da una sua intervista, in cui afferma che “Il coinvolgimento nei mesi scorsi di volontari – come quelli dell’associazione nazionale carabinieri, ma anche di guide turistiche e di altre realtà – per mantenere la chiesa aperta ha creato una rete virtuosa e preziosa di rapporti”.

 

Ci piace sottolineare che siamo parte della società civile che vuole prendersi cura di un bene comune, quale è la basilica di S. Maria Maggiore, che ha un alto valore simbolico per la nostra storia religiosa e culturale. Lo facciamo con passione, come dimostrano anche le visite guidate che l’associazione Anastasia propone  a coloro che entrano nella basilica e trovano con sorpresa chi si propone gratuitamente a presentare loro la chiesa con conoscenza approfondita.

 

La nostra attività di custodia vuole essere anche uno stimolo alle relazioni. Dando parte del nostro tempo, siamo usciti dal nostro mondo individuale ed abbiamo creato una rete attraverso la quale passano scambi di idee, organizzazione di ritrovi conviviali, nuove proposte, ma essa ha pure un’estensione al di fuori della chiesa per collaborare con Rinascita Torre Vanga e con tutte le associazioni presenti che andremo a sollecitare e che vorremmo venissero a cercarci per rendere più fitta la rete di protezione civile del quartiere.

 

Oggi la basilica di S. Maria è un luogo aperto. Può essere vissuto da tutti coloro che vogliono entrarvi. Può essere popolato dai fedeli che desiderano recitare una preghiera o accendere un lumino, da ogni persona che si fermi per una riflessione spirituale, da ogni turista che sia attratto dal suo splendore rinascimentale. Abbiamo cercato di testimoniare che la comunità si è presa cura della chiesa e abbiamo voluto dare un piccolo contributo a ricreare una rete di relazioni che la violazione del luogo sacro aveva tentato di interrompere.

 

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