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Soccorso alpino, i vertici nei guai: il presidente Alimonta e il vice Parisi indagati per danno erariale dalla Corte dei Conti

I due avrebbero provocato un danno erariale di 18.600 euro per aver ricevuto dei rimborsi non dovuti per svolgere delle attività (quelle di "istruzione" e "guardia attiva") non pagate a livello nazionale

Di Luca Andreazza - 27 agosto 2018 - 19:02

TRENTO. I vertici del Soccorso alpino Adriano Alimonta e Ezio Parisi sono chiamati a rispondere per alcune presunte irregolarità tra la fornitura delle divise, affidata senza gara d’appalto, e le indennità di istruttore e tecnico elisoccorso di presidente e vice, che sarebbero vietate dallo statuto del Soccorso Alpino nazionale, ma non da quello Trentino.

 

Ora presidente e vice sono chiamati a dedurre, dopo il blitz di metà febbraio scorso delle fiamme gialle agli uffici del Soccorso alpino e le indagini portate avanti dalla guardia di finanza, che opera su delega di Marcovalerio Pozzato, procuratore della Corte dei conti

 

L'inchiesta è partita dopo un esposto presentato da un capostazione per segnalare alcune presunte irregolarità per l'affidamento della fornitura delle divise, affidata a Montura senza gara d'appalto, e spreco di soldi pubblici.

 

Il Soccorso è giuridicamente un’associazione di diritto privato, che però incassa circa un milione e 500 mila euro di contributi provinciali, praticamente la totalità degli introiti, e svolge una funzione pubblica, per questo avrebbe dovuto indire una gara per le divise. 

 

Questa indagine è articolata ed entra nel vivo per la parte dell'indebita percezione di compensi da parte di Parisi per un importo complessivo di 18.600 euro, che per la procura sarebbe stato d'accordo con lo stesso Alimonta il tutto contro gli interessi economici dello stesso Soccorso Alpino.

 

Un'attribuzione economica che sarebbe illegittima in quanto vietata dal regolamento generale nazionale che non consente ai soci titolari di cariche elettive, ad eccezione di capostazione o vice capostazione, in possesso della qualifica di tecnico elisoccorso o equivalente, di svolgere funzioni operative, salva autorizzazione del Consiglio nazionale.

 

Una situazione che sarebbe stata nota ad Alimonta e Parisi. Una condotta, quella di autorizzare pagamenti illegittimi, che sarebbe avvenuta in piena consapevolezza della incompatibilità della prestazione retribuita in concomitanza del mandato elettivo. Un quadro già chiaro dal 2013 nella corrispondenza tra il presidente trentino e quello nazionale, ma che non li avrebbe dissuasi da stipulare accordi, fino a gennaio scorso.

 

E ci sarebbero un lettera di fine 2013 indirizzata al presidente nazionale Cnsas il quale rispondendo avrebbe sottolineato che nessun tipo di rimborso sarebbe stato previsto in quel caso. Eppure per gli inquirenti Alimonta e Parisi sarebbero lo stesso andati avanti stipulando contratti per svolgere attività indebitamente retribuite (quelle di istruzione e guardia attiva).

 

Ora Alimonta e Parisi hanno quarantacinque giorni dalla notifica per presentare le deduzioni e eventuali altri documenti, ma anche la facoltà di essere ascoltati in procura. 

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