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Corte dei Conti, per Maffei e Giuri danno erariale all'Università per 153 mila euro. L'indagine della Guardia di Finanza

L'invito a dedurre è arrivato nei giorni scorsi a Rinaldo Maffei, ex responsabile della Direzione patrimonio immobiliare appalti dell'Università di Trento e a Lucilla Giuri nella sua qualità di Responsabile pro-tempore della Segreteria Tecnica della Direzione Patrimonio Immobiliare Appalti

Pubblicato il - 28 July 2018 - 15:17

TRENTO. Un danno erariale nei confronti dell'Università di Trento di 153 mila euro. Questa l'ipotesi di cifra che la Corte dei Conti ha chiesto a Rinaldo Maffei, ex responsabile della Direzione patrimonio immobiliare appalti dell'Università di Trento e a Lucilla Giuri nella sua qualità di Responsabile pro-tempore della Segreteria Tecnica della Direzione Patrimonio Immobiliare Appalti dell'Università degli Studi di Trento. Nello specifico al primo l'ipotesi di richiesta è di 140 mila euro mentre alla seconda 13 mila euro.

 

Nei giorni scorsi, alle parti è arrivato l'invito a dedurre e quindi di spiegare le scelte operate e che hanno poi portato, secondo le ipotesi dell'accusa, al danno erariale.

 

Secondo le indagini portate avanti,  Maffei e Giuri si sarebbero accordati per al fine di turbare, in concorso con altri professionisti, il procedimento amministrativo diretto alla predisposizione ed alla presentazione del bando di gara per la ristrutturazione della nuova sede della Direzione patrimonio immobiliare appalti a Trento, via Rosmini 70.

 

Questo in violazione delle normative provinciali e nazionali riguardanti la disciplina delle attività contrattuali in seno alla Pubblica Amministrazione e dei regolamenti attuativi in materia di lavori, affidamenti incarichi, servizi e forniture pubbliche, condizionando la modalità di scelta del contraente.

 

In particolare, dopo aver fatto predisporre il progetto esecutivo per la ristrutturazione, di un valore di oltre 800 mila euro, l'opera è stata frazionata in 29 affidamenti diretti, affidando poi arbitrariamente i lavori di fornitura e posa in opera, senza ricorrere ad alcuna procedura concorrenziale. Un sistema, questo, che, secondo le indagini portate avanti, va ricollegato alla volontà di avere mano libera nell’individuare le imprese aggiudicatrici dei singoli lavori.

 

Le persone coinvolte nell'indagine avranno ora l'opportunità di spiegare la scelta di frazionare i lavori di ristrutturazione.

 

 

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