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| 15 lug 2020 | 11:35

Acquisto delle divise del soccorso alpino, non c'è danno erariale perché è un'associazione privata

Il caso era scoppiato a inizio 2018 e i vertici del soccorso alpino erano stati chiamati a rispondere per alcune presunte irregolarità tra la fornitura delle divise, affidata senza gara d’appalto. La Corte dei conti ha accolto l'eccezione della difesa

Acquisto delle divise del soccorso alpino, non c'è danno erariale perché è un'associazione privata

TRENTO. Non c'è danno erariale, la Corte dei conti ha accolto l'eccezione della difesa e così hanno dichiarato il difetto di giurisdizione. La vicenda non ha rilevanza contabile in quanto l'associazione è privata e conseguentemente anche il patrimonio.

 

In caso le contestazioni per l'acquisto delle divise devono essere portate eventualmente all'attenzione di un giudice ordinario. Ma l'esposto presentato alla procura contro l'allora presidente del soccorso alpino, Adriano Alimonta, era stato archiviato.

 

Il caso era scoppiato a inizio 2018 e i vertici del soccorso alpino erano stati chiamati a rispondere per alcune presunte irregolarità tra la fornitura delle divise, affidata senza gara d’appalto (Qui articolo).

 

Il soccorso alpino è giuridicamente un’associazione di diritto privato, che però incassa circa un milione e 500 mila euro di contributi provinciali, praticamente la totalità degli introiti, e svolge una funzione pubblica, per questo per l'accusa avrebbe dovuto indire una gara per le divise. Da qui l'ipotesi di danno erariale e la procura aveva chiesto che Alimonta, il vice presidente Ezio Parisi e gli altri cinque membri dell'ex direttivo fossero condannati a pagare 148 mila euro.

 

Il finanziamento della Provincia utilizzato in modo conforme è entrati nella disponibilità del patrimonio privato e per questo i giudici ritengono che eventuali contestazioni devono essere portate davanti al giudice ordinario e, come anticipato, la denuncia in questo senso è stata archiviata.

 

Non solo il metodo, la difesa si è battuta anche sul merito, l'avvocato Nicola Stolfi ha evidenziato che la richiesta di acquisto delle divise era partita dalle assemblee e che le normative sono state rispettate.

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