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Zappini ai domiciliari, sospesa da dirigente. Rossi: "Vicinanza umana". L'Ordine degli Infermieri: "Ci dissociamo dalla risonanza mediatica data alla notizia"

La notizia dell'arresto dell'ex direttrice del Cue ha guadagnato il titolo di apertura di tutti i giornali cartacei. Il presidente della Provincia è, giustamente, garantista in questo caso. Lo era stato meno per Kenneth uno dei profughi accusati della violenza di gruppo di Maso Ginocchio che è stato scarcerato nel silenzio generale. Noi abbiamo aperto con quest'ultima notizia e non con l'arresto di Zappini perché, fino a prova contraria, siamo tutti innocenti

Di Luca Pianesi - 05 aprile 2018 - 17:40

TRENTO. "Il primo pensiero è di dispiacere e di vicinanza sotto il profilo umano". E' il presidente della Provincia Ugo Rossi a commentare per la Pat gli arresti domiciliari decisi dal giudice Miori per Luisa Zappini. Una posizione che anticipa la sospensione obbligatoria della stessa Zappini che era in comando presso l'amministrazione provinciale. La Pat, infatti, specifica che è stata darà immediata applicazione, quale atto dovuto - acquisito il parere dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, datore di lavoro della stessa - a quanto previsto dal contratto collettivo della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa.

 

Nella fattispecie è previsto che in tale evenienza si provveda alla sospensione obbligatoria dal servizio del dipendente con la corresponsione di una indennità alimentare pari al 50% dello stipendio. Ciò per la durata della misura cautelare, cessata la quale l'Amministrazione si riserva di valutare l'eventuale prolungamento della sospensione dal servizio. Le accuse, come scritto questa mattina, sono due, truffa e peculato. Ieri la decisione della Procura della Repubblica: arresti domiciliari. I poliziotti hanno suonato alla porta della sua abitazione, consegnandole l'ordinanza di custodia cautelare firmata dalla giudice Claudia Miori emessa su richiesta del Pubblico ministero Marco Gallina.

 

I fatti contestati alla dirigente della Centrale unica di Emergenza sono molti, dai permessi ex legge 104 utilizzati impropriamente all'uso dell'auto di servizio al di fuori dell'orario di lavoro, per spostamenti personali. Tra questi episodi anche il viaggio alle Maldive, segnalato in un'interrogazione dal consigliere Filippo Degasperi dei 5 Stelle. 

 

Ugo Rossi ricorda anche che la privazione della libertà personale è una esperienza estremamente pesante per qualsiasi persona e che da ciò discende un sentimento di vicinanza umana. “Le regole - aggiunge il governatore del Trentino - devono essere osservate da tutti e va da sé che, qualora dovessero essere confermati in giudicato gli elementi contestati, saranno assunti i provvedimenti che la legge indica per questi casi. Non entriamo ovviamente nel merito, nel pieno rispetto dell’operato degli inquirenti - aggiunge Rossi - ai quali abbiamo rinnovato, come detto fin da subito, la piena disponibilità dell’Amministrazione nel fornire tutte le informazioni necessarie a completare le indagini in corso".

 

Sulla questione invece l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento ha preferito rispondere con un "no comment". "Al momento prendiamo atto di quanto scritto - comunica - non abbiamo ancora ricevuto atti formali a riguardo e sono in corso le indagini da parte della magistratura. In questa situazione e momento riteniamo fondamentale sospendere i giudizi a priori a tutela dell’immagine della professione infermieristica che ha come senso profondo sotteso la cura del cittadino e per questo obiettivo nel quotidiano i colleghi infermieri si impegnano con professionalità al fine di garantire ai pazienti una presa in carico sicura e di qualità nel sistema salute trentino".

"Le indagini e le sentenze si svolgono nei luoghi istituzionali competenti - prosegue l'Ordine - pertanto l’Ordine delle Professioni Infermieristiche si dissocia dalla risonanza mediatica che ha generato la notizia, risonanza che non hanno avuto altre notizie anche recenti". Un dato di fatto, questo incontrovertibile visto che tutti i giornali cartacei hanno deciso di "aprire" le loro edizioni con l'arresto di Zappini mentre hanno praticamente ignorato la notizia di Kenneth il profugo che era stato arrestato per la violenza di gruppo di Maso Ginocchio, scarcerato mercoledì sera.

 

Anche in quel caso i giornali avevano aperto le loro edizioni con la notizia dell'arresto con tanto di foto, nome e cognome degli indagati. Kenneth si è fatto 4 mesi di carcere e ha tentato il suicidio perché si sentiva già giudicato e condannato mediaticamente, mentre lui cercava di ribadire la sua innocenza. In quel caso avevamo chiesto a tutti il beneficio del dubbio requisito minimo per una società che si vuol definire minimamente civile. E dopo l'incidente probatorio Kenneth è stato scarcerato ma nessun titolone di giornale lo ha ricordato.

 

Va detto che in quel caso Rossi non era stato così garantista come si dimostra essere oggi. Aveva, anzi, chiesto che fossero tutti sbattuti fuori dal progetto di accoglienza immediatamente. Ma un indagato è un indagato, sempre e comunque, sia che si tratti di una dirigente provinciale che di un profugo sia che ci sia l'accusa di truffa che di stupro. La presunzione di innocenza vale sempre e dunque non possiamo che essere d'accordo con l'Ordine delle Professioni Infermieristiche e, questa volta, anche con Rossi ed è per questo che abbiamo deciso di "aprire" con la storia di Kenneth e di trattare come una "normale" notizia l'arresto di Luisa Zappini. 

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