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| 26 gen 2019 | 18:43

Caos accoglienza, per la Residenza Fersina la Provincia si affida nuovamente a Kaleidoscopio ma taglia il budget

Dopo il rifiuto della Croce Rossa è stata prorogata la gestione della Residenza Fersina alla cooperativa Kaleidoscopio. Il presidente Michele Odorizzi: "I tagli porteranno ad avere dalle 50 e alle 70 ore settimanali in meno di lavoro. Il nostro obiettivo è quello di ridare tranquillità a queste persone accolte accompagnandole in un percorso di integrazione" 

Caos accoglienza, per la Residenza Fersina la Provincia si affida nuovamente a Kaleidoscopio ma taglia il budget

TRENTO. Dopo il rifiuto da parte della Croce Rossa di subentrare nella gestione della Residenza Fersina, la Provincia di Trento è stata costretta a correre ai riparti per evitare di andare incontro a vuoti di gestione oppure, ancora più complessa, la gestione diretta del servizio. Ecco allora che dopo una prima proroga a dicembre fino a fine gennaio ora la Pat è tornata nuovamente dalla cooperativa Kaleidoscopio per una seconda proroga che durerà, questa volta, fino a settembre 2019, mese entro il quale dovrà essere pubblicato un nuovo bando. 

 

La notizia è stata subito accolta bene dalla Funzione Pubblica della Cgil del Trentino che, giustamente, ha guardato “il bicchiere mezzo pieno” parlando di “situazione risolta”. Se da un lato, però, si permette alla cooperativa di prolungare la propria presenza alla Residenza Fersina con operatori professionali per portare avanti  un percorso di integrazione già avviato con i migranti, dall'altro la proroga tecnica è stata fatta a condizioni ben differenti da quelle avute fino ad oggi

 

Primo aspetto fra tutti a cambiare è il budget messo a disposizione. Per ogni persona ospitata vengono dati 19 euro al giorno che devono coprire il servizio di colazione, pranzo, cena, le varie attività ma anche lavanderia e tutto quello che riguarda l'igiene personale.

 

“Dal primo febbraio – ha spiegato a ildolomiti.it il presidente della cooperativa Kaleidoscopio, Michele Odorizzi – cambieranno le condizioni contrattuali generali. Avremo a disposizione un budget che ci permetterà di organizzare un servizio che vedrà un rapporto molto più ridotto tra operatori e utenti. Se prima era uno a dieci, da febbraio sarà uno a quindici”. 

 

Attualmente alla residenza Fersina sono presenti 156 persone. Nel corso dei mesi sono diminuite le presenze e quindi anche gli operatori coinvolti. Ora sono 11 le persone a tempo pieno occupate.  “I tagli – ha spiegato Odorizzi – porteranno ad avere dalle 50 e alle 70 ore settimanali in meno di lavoro remunerato disponibile presso la struttura. Da qui ci sarà una diminuzione del personale a tempo pieno da 11 a circa 7 persone”. 

 

L'obiettivo di Kaleidoscopio a fronte della proroga tecnica concessa dalla Provincia e dei tagli al budget subiti, è quello di dispiegare le proprie energie per portare avanti il progetto di integrazione degli ospiti dalla residenza Fersina utilizzando anche il volontariato o ricercando altre fonti di finanziamento. “In questi ultimi mesi – ha spiegato Odorizzi - sono uscite parole eccessive nei confronti delle cooperative.  Noi siamo alla residenza Fersina sulla base di un contratto e per implementare una politica. Oggi quest'ultima è cambiata e non è semplice tradurre le scelte politiche in atti amministrati in termini immediati. Noi ora vogliamo restituire tranquillità e una prospettiva alle persone ospitate  rimanendogli accanto mentre attendono di capire se sarà accettato o meno il loro status di rifugiato. Per fare tutto questo cercheremo di capire le risorse in gioco e cosa riusciremo a mobilitare  tramite il volontariato o altri fonti”.

 

Come già detto, la proroga tecnica a Kaleidoscopio è stata fatta fino a fine settembre. Nel frattempo sarà pubblicato un nuovo bando. “Il nostro impegno – ha spiegato il presidente – è anche quello di non licenziare nessun operatore ma, se possibile,  spostarlo in altri progetti che verranno attivati”.

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