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''Difenderemo i diritti degli studenti'', Paola Paccani è la nuova coordinatrice di Udu. Sulla Pat: ''Fino ad ora dialogo non proficuo. Vogliono monopolizzare''

E' stata eletta la nuova coordinatrice dell'Unione per gli Universitari. Sul problema degli affitti spiega: "stiamo pensando all'istituzione di uno sportello affitti e ad una piattaforma dove i privati possano registrare le offerte di alloggio, in modo che gli studenti possano più facilmente districarsi nella giungla degli affitti"

Pubblicato il - 16 novembre 2019 - 17:37

TRENTO.  Rendere le studentesse e gli studenti sempre più protagonisti dell'Università di Trento, creare e rafforzare rapporti di diversa natura con il territorio e trovare delle soluzioni per nuovi spazi studio e alloggi. Sarà un'altra donna a guidare l'Unione degli Universitari di Trento. A prendere il testimone di Sofia Giunta sarà Paola Paccani. Suo il compito di portare avanti l'associazione studentesca più rappresentativa nei vari dipartimenti dell'Università di Trento in vista delle elezioni che si terranno nel 2020.

 

Il congresso ha visto la presenza dei rappresentanti dell'università, del mondo sindacale e associativo trentino. Presenti l'Anpi, Arci, l'Arcigay, il coordinamento universitario di Libera 'Celestino Fava', Deina e Laici Trentini. Paola Paccani, studia Giurisprudenza, ha 21 anni ed è originaria di Bergamo.

 

Il ruolo nella rappresentanza universitaria non è semplice. Soprattutto oggi. Cosa l'ha portata a voler rappresentare il mondo studentesco trentino?

Ho deciso di mettermi in gioco perché voglio impegnarmi per i diritti degli universitari e delle universitarie, conscia che oggi l'impegno civile di noi giovani è fondamentale. Sono molto fiera della mia associazione e sono onorata di poterla rappresentare. L'Udu mi ha accolta sin dalla mia prima settimana a Trento: quello che ho trovato è un mondo di persone davvero splendide, che credono davvero nell'Unione e in quello che fanno, sia nell'ambito della rappresentanza studentesca che come sindacato degli studenti e delle studentesse.

 

Quali sono i punti principali del programma che porterà avanti nei prossimi anni? Cosa manca all'Università di Trento?

La sfida principale per i prossimi anni è riuscire ad instaurare un rapporto ancora più stretto con i soggetti del territorio trentino, per poter portare avanti e raggiungere obiettivi comuni. Si tratta di traguardi che riguardano sia strettamente la rappresentanza studentesca, come l'ampliamento degli spazi studio e degli alloggi offerti dall'Opera Universitaria per i borsisti, una maggiore sostenibilità ambientale in Università, la riforma del sistema elettorale di Ateneo, l'abolizione della forma ristretta del Senato Accademico, sia il nostro rapporto come studenti e studentesse con il territorio. Quello che manca è il riconoscimento di noi studenti da parte del tessuto sociale cittadino: portiamo ricchezza al territorio, in buona parte attraverso gli affitti, ma non siamo spesso tenuti in considerazione dalle politiche del Comune.

 

Ieri abbiamo appreso dell'importante operazione della Guardia di Finanza sulla illegalità degli affitti che vanno a colpire soprattutto gli studenti. Come Udu cosa state facendo? Avete in previsione maggiori sforzi per contrastare questo fenomeno?

Clausole assurde, registrazioni mai avvenute: gli affitti in nero sono un grosso problema, soprattutto per una matricola che si trova per la prima volta a firmare un contratto di locazione, ma anche per chi magari vive e studia a Trento da un paio d'anni. Dal 2017 prepariamo una Guida Affitti proprio per informare la comunità studentesca e contrastare il fenomeno dell'illegalità.
Abbiamo intenzione di continuare a lavorare per aiutare gli studenti e le studentesse nella ricerca di un alloggio che comporti precarietà e lesione di diritti: stiamo pensando all'istituzione di uno sportello affitti e ad una piattaforma dove i privati possano registrare le offerte di alloggio, in modo che gli studenti possano più facilmente districarsi nella giungla degli affitti.

 

La Provincia è governata dal centrodestra. Come sono i rapporti? Come giudica gli interventi fatti fino ad ora per il mondo studentesco e universitario?

Come sindacato, noi parliamo con tutti ma non stiamo con nessun partito: che la Provincia sia di centrodestra o meno, il nostro compito è portare avanti i nostri obiettivi.
Certamente il dialogo non è stato fino ad ora molto proficuo. Ricordiamo che quest'estate la Giunta ha tentato di monopolizzare l'Opera Universitaria, cercando di togliere al Rettore la possibilità di nominarne il Presidente. Sicuramente ci impegneremo affinché la Provincia ricominci a lavorare sul diritto allo studio.

 

Nei giorni scorsi Leonardo Divan, neo eletto presidente della Consulta Provinciale degli Studenti. E' un esponente della Lega. Cosa pensa del rischio che alcuni ruoli importanti all'interno del mondo studentesco siano ora occupati dal centrodestra?

Non mi fa piacere che al vertice di un organo studentesco così importante ci sia un esponente della Lega. A ben dire, temo che questo soggetto, come altri, non abbia un genuino interesse di rappresentare gli studenti.
Spesso infatti accade che un partito spinga i giovani ad occupare ruoli importanti solo per fare esperienza. Se l'obiettivo del Presidente sarà crescere e fare esperienza per diventare un nuovo quadro dirigente e avere una eventuale futura carriera politica, di sicuro gli studenti delle superiori non gradiranno.

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