Migranti Lavarone, Vincenzo Passerini al vescovo di Trento: ''La Chiesa non fa proposte al potere, lo giudica''
“Quello che non riuscirono a fare gli attentatori che il 16 novembre del 2016 appiccarono il fuoco al portone della casa delle suore elisabettine di Lavarone, impedire cioè l'accoglienza delle migranti, è riuscito a farlo il potere provinciale leghista". Passerini, già presidente della Federazione regionale del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, dopo la proposta di don Marcello Farina, risponde alle parole di monsignor Lauro Tisi

TRENTO. “La Chiesa non ha il compito di fare proposte al potere, ma di giudicarlo quando calpesta la dignità umana, quando disprezza i più poveri e gli indifesi”. Queste le parole di Vincenzo Passerini, già presidente della Federazione regionale del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, in risposta all'intervento del vescovo di Trento, Lauro Tisi che ieri ha respinto la proposta di don Marcello Farina di non celebrare le messe per una domenica. Una iniziativa per protestare contro il potere provinciale che vuole cacciare da Lavarone il gruppo di donne profughe lì positivamente accolte.
Il vescovo Tisi, respingendo la provocazione di don Farina, ha risposto che sul tema dell'accoglienza migranti la chiesa di Trento ha avanzato all'amministrazione provinciale delle proposte concrete e attende ora delle risposte. “I profughi oggi – ha spiegato Passerini – son gli ultimi , i più deboli e i più disprezzati. La Chiesa parla e giudica, alto e forte, il potere, non in nome di un partito o di una ideologia , ma in nome del Vangelo della dignità umana e della fraternità”.
Per l'ex presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza il potere provinciale sta trattando le donne profughe di lavarone “come cose” interrompendo in punto in bianco un progetto di accoglienza che funzionava.
“Quello che non riuscirono a fare gli attentatori che il 16 novembre del 2016 applicarono il fuoco al portone della casa delle suore elisabettine di Lavarone che si apprestava ad accogliere le migranti – continua Passerini - impedire cioè la loro accoglienza , è riuscito a farlo il potere provinciale leghista”.
A quell'attentato e a uno analogo a Soraga in Val di Fiemme la comunità trentina risposte con una grande manifestazione a Trento il 6 dicembre di quell'anno, promossa da un appello che era stato firmato anche dal vescovo Lauro. “Lo firmarono anche i rappresentanti delle categorie economiche oggi silenziosi” specifica Passerini.
“La Chiesa e la comunità trentina non possono, senza tradire se stesse, stare in silenzio e non giudicare, con parole forti e chiare, un potere che tratta le persone come cose” ha concluso Vincenzo Passerini.














