Il vescovo di Trento: ''Basta usare i migranti per partite politiche e per diffondere fake-news''
Le parole pronunciate sabato dal vescovo di Trento sono state pubblicate oggi sul sito dell'Arcidiocesi. Ieri i parlamentari leghisti trentini riprendendo i dati sugli arrivi dei migranti dall'Austria avevano detto: “La Lega tornerà al governo per arginare questi flussi assolutamente fuori controllo e ripristinare i decreti sicurezza”

TRENTO. “Non è più possibile usare i migranti per diffondere fake-news e partite di tipo politico”. Sono parole forti e chiare quelle che sono arrivate dal vescovo di Trento, Lauro Tisi, pronunciate alla festa di Villa Sant’Ignazio, sabato 30 luglio, in occasione della memoria liturgica (31 luglio) di Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti.
No quindi alle strumentalizzazioni che già purtroppo si sono viste in questi giorni di inizio campagna elettorale. Proprio ieri erano arrivate le dichiarazioni dei parlamentari della Lega che hanno ripreso i dati forniti dal Sindacato Unitario dei lavoratori della polizia secondo i quali in 24 giorni sono entrati dall'Austria circa 500 immigrati irregolari mentre in uscita sono stati solo una trentina. “La Lega tornerà al governo per arginare questi flussi assolutamente fuori controllo e ripristinare i decreti sicurezza” hanno scritto in una nota i parlamentari leghisti. (QUI L'ARTICOLO)
Oggi l'Arcidiocesi ha deciso di metterle nero su bianco le parole dell'Arcivescovo attraverso una nota che è stata pubblicata sul proprio sito.
“Mentre la guerra sta finendo nei titoli di coda – ha affermato Tisi - quello dei migranti è un tema che sta scivolando ancora di più nei titoli di coda. E c’è il rischio che adesso qualcuno vada a ripescarlo, quel tema, per farlo arrivare nelle prime pagine e per strumentalizzarlo”.
Al centro dell’evento sulla collina di Trento a cui ha preso parte il vescovo celebrando una messa insieme al responsabile della comunità trentina dei gesuiti, padre Alberto Remondini, è stato ospite il gesuita croato padre Stanko Perica, che opera a Bihac, crocevia della Rotta balcanica. Con lui i responsabili del Centro Astalli di Trento, braccio operativo dei Gesuiti sul terreno dei migranti, con attività condotte spesso in stretta collaborazione con l’Arcidiocesi di Trento (come il progetto Una comunità intera) .
L’arcivescovo Tisi ha ricordato anche la figura di Sant’Ignazio: “La sua vita non è stata racconto – ha affermato Tisi – ma dato di realtà. Sant’Ignazio è una provocazione: bisogna lasciare – ha concluso Tisi – che il sangue provochi il venir fuori da te di quei tratti d’umano che portano a gesti di futuro e di compassione. Ignazio ha trasformato la sua ferita in una vita in uscita, una vita per tornare a essere umano”.














