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''Palazzo delle Albere? Diventi sede e centro dell'attività degli artisti locali sganciandosi dal Mart''

L'artista, architetto ed ex responsabile della tutela dei monumenti di Trento lancia la proposta: ''Con la creazione del Mart e la costruzione della nuova sede a Rovereto il Palazzo delle Albere ha perso questa valida funzione ed è stato per molti anni abbandonato''

Pubblicato il - 30 luglio 2019 - 19:57

TRENTO. ''La destinazione più appropriata per il Palazzo delle Albere è quella di sede e centro dell'attività degli artisti locali''. Ne è convinto l'artista Roberto Codroico, architetto, già responsabile della tutela dei monumenti di Trento e membro di numerosi commissioni provinciali (dei Beni Culturali, della Tutela del Paesaggio, dell'Edilizia del Comune di Trento, il Comitato del Castello del Buonconsiglio).

 

Nel dibattito generale e un po' schizzofrenico tra Sgarbi e Bisesti, tra Zecchi e Italia Nostra l'artista trentino, che tanto bene vuole a questo palazzo (fino a qualche settimana fa teatro di una mostra 'Artisti a Statuto Speciale' dove erano esposte anche sue opere) e che, provocatoriamente, ha chiesto a Christo di impacchettare (QUI ARTICOLO) trasformandolo esso stesso in un'opera d'arte, chiede diventi la casa ''di tutte le tendenze artistiche presenti sul nostro territorio'' dando impulso e ''inizio a una nuova stagione di rinascita dell'Arte Trentina''.

 

 

 

Destinazione d’uso del Palazzo delle Albere

 

di

Roberto Codroico

 

Il confronto pubblico sulla futura destinazione d’uso del Palazzo delle Albere dovrebbe partire da alcune considerazioni sul Palazzo stesso. Lo scorso mese, a margine della mostra “Artisti a Statuto Speciale”, ho brevemente illustrato gli aspetti architettonici, artistici e la storia del Palazzo delle Albere, concludendo con una provocazione scaturita dalle proposte avanzate in quei giorni da parte del MART e del MuSe e soprattutto dall’indecisione, che dura ormai da molti anni, da parte della nostra classe politica di individuare un appropriato uso del Palazzo.

 

 

La mia provocazione è scaturita da un confronto tra il Palazzo delle Albere di Trento e il Reichtag di Berlino, entrambi importanti edifici simboli della storia; entrambi esaltati, maltrattati, incendiati ma sempre ricostruiti e a lungo non utilizzati.

A Berlino, nel 1971, per scuotere l’opinione pubblica e la classe politica, un residente invitò l’artista Christo ad “impacchettare” il Reichtag, cosa che dopo interminabili tentennamenti burocratici, e solo dopo la “caduta del muro”, fu concessa. Così anch’io ho raccolto le firme dei presenti su di una gigantesca cartolina d’invito rivolta all’artista Christo di “impacchettare” il nostro Palazzo in attesa di una consona destinazione d’uso.

 

 

La storia dei maltrattamenti del Palazzo delle Albere è ben più lunga di quella del Reichtag di Berlino ed ha avuto inizio nel Seicento con la fine della dinastia dei Madruzzo ed il passaggio in proprietà del Palazzo alla Mensa vescovile. Ha avuto inizio così una girandola di destinazioni d’uso, tutte poco appropriate ma causa di pesanti interventi di sistemazione ed adattamento, di momenti d’abbandono, di un disastroso incendio, della distruzione di parte delle decorazioni pittoriche e della totale copertura, con un nuovo intonaco, di quanto rimasto.

 

 

Qualcuno ha aggiunto “sino a quando il Palazzo non è passato in proprietà alla P.A.T. e sono iniziati i lavori di recupero”. Ma anche questi non sempre sono stati rispettosi. Tra i primi interventi la totale sostituzione dei solai in legno i con il latero-cemento. Non conosco nessun altro Palazzo in Italia che abbia subito una simile violenza.

 

 

Con il passaggio delle competenze della Soprintendenza dei Monumenti e alle Gallerie dallo Stato alla Provincia, il Palazzo delle Albere è stato destinato ad accogliere la Galleria d’Arte Moderna con una ottimale sistemazione ed una interessante attività culturale rivolta alle arti figurative, ma non solo, e con l’allestimento di valide mostre anche di Artisti Trentini o che operano nel Trentino o comunque legati alla cultura locale. Con la creazione del Mart e la costruzione della nuova sede a Rovereto il Palazzo delle Albere ha perso questa valida funzione ed è stato per molti anni abbandonato, così come c’è stata scarsa attenzione da parte del Mart a Rovereto per gli artisti locali.

 

 

Sono convinto che la destinazione più appropriata per il Palazzo delle Albere sia proprio quella di sede e centro dell’attività degli artisti locali. Nel Settecento molti artisti trentini sono stati artefici nelle maggiori corti d’Europa, così come molti hanno studiato a Vienna, Monaco e Venezia ponendosi al centro d’una intenso scambio culturale a cavallo delle Alpi. Non va dimenticata la creazione da parte di Luigi Bonazza, ritornato a Trento da Vienna, del Circolo Artistico Trentino, una associazione poi contestata con l’avvento del fascismo, ma in qualche modo ripresa con la fondazione del Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea, aperto a tutte le arti e con una particolare attenzione al “regionalismo”.

 

E’ però sempre mancato un luogo di esposizione e confronto tra gli artisti locali come quelli che dalla fine dell’Ottocento sono stati destinati o appositamente costruiti in moltissime città europee. Il Palazzo delle Albere potrebbe quindi assolvere a questa funzione con la creazione di un apposito organismo di gestione con, di volta in volta, la diretta partecipazione degli artisti, critici, galleristi e collezionisti e di un coordinatore sopra le parti. Evidentemente questa scelta deve essere politica e sostenuta politicamente, senza però mai entrare in merito a scelte di carattere culturale e artistico.

 

Auspico che già la prossima estate si possa allestire al Palazzo delle Albere una mostra di tutte le tendenze artistiche presenti sul nostro territorio ed abbia inizio una nuova stagione di rinascita dell’Arte Trentina.

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