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''Razzismo e discriminazioni, non voglio esserne complice'', si dimette il presidente di Trentino Solidale

Dura l'accusa di Carlo Rigotti. Eletto presidente di Trentino Solidale poco più di un anno fa, ora ha deciso di rassegnare le dimissioni. L'associazione al 31 dicembre 2018 conta quasi 600 soci e quotidianamente un centinaio lavorano per consegnare cibo in tutta la provincia

Di Giuseppe Fin - 25 maggio 2019 - 10:20

TRENTO. “L'odio e il razzismo che sentiamo nella società hanno intaccato anche i valori più alti della nostra associazione. Per questo non posso rimanere al mio posto”. Carlo Rigotti si è dimesso dall'incarico di presidente di Trentino Solidale.  Eletto il 28 aprile del 2018, era alla guida di una delle associazioni più importanti della nostra provincia che riesce ogni giorno a sostenere migliaia di famiglie con un pasto caldo e con l'impegno di centinaia di volontari.

 

Rigotti dopo poco più di un anno ha deciso di gettare la spugna e di dire addio a Trentino Solidale. “Ho resistito fino a quando ho potuto ma non si poteva andare avanti “ ha spiegato a ildolomiti.it.

 

La decisione di dimettersi deriva principalmente dalla gestione di alcune scelte interne dell'associazione?

Si, anche. A Trentino Solidale abbiamo molti progetti ma tra questi, quello più importante, è il '117' che si occupa della raccolta e distribuzione alle famiglie del cibo. L'impegno è sicuramente grande ma la gestione che si è avuta negli ultimi tempi è stata personalistica, come se tutto questo fosse stato un giocattolo personale.

 

Nelle sue dimissioni parla di regole e persone non rispettate.

Non vi è stato alcun rispetto delle regole e poco anche delle persone da parte di alcuni addetti che pretendono di ricoprire determinati ruoli. Ci sono regole dell'associazione non rispettate, parlo per esempio di quelle di non fare magazzino. Tutto è stato discusso in consiglio di amministrazione ma poi niente è stato messo in pratica da chi ha la reale gestione tecnica.

 

Esiste davvero del razzismo all'interno dell'associazione come Trentino Solidale?

A Trentino Solidale oltre al progetto della raccolta del cibo abbiamo anche il progetto '39' che si occupa dell'accoglienza e dell'emergenza freddo in collaborazione con Comunità Solidale e il progetto '82' che accoglie quelle persone che possono usufruire di una pena alternativa al carcere attraverso un lavoro di pubblica utilità. Verso queste persone più volte ho assistito ad un atteggiamento discriminatorio. Certe frasi dette solo e unicamente perché erano straniere. È una cosa inaccettabile e io non potevo esserne complice.

 

Ma questo odio e questo razzismo che lei ha sentito all'interno dell'associazione si riflette da quello che sta accadendo nella nostra società e nelle nostre istituzioni?

Io ritengo di sì. Quello che sta accadendo nel mondo, soprattutto in Italia, si riflette anche all'interno dell'associazione. Io non voglio certamente fare politica ma si stanno respirando sentimenti davvero negativi e questo soprattutto anche dopo il nuovo corso dell'amministrazione provinciale oltre che del governo nazionale.

 

Lei ora si è dimesso. Lascerà l'associazione?

Sono socio ma non rinnoverò la tessera. La mia voglia di impegnarmi nel sociale, però, non è esaurita.

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