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Scuola: Roma annuncia i concorsi per le secondarie ma in Trentino è calma piatta. Bisesti: "Prematuro dare una data". La Cgil: "Situazione preoccupante"

L'accordo raggiunto da governo e sindacati ha prodotto la decisione di indire per febbraio due concorsi per le scuole secondarie. In Trentino, però, la notizia è stata accolta con una certa vaghezza. Bisesti: "Si farà anche qua, ma è prematuro dire quando". Mazzacca (Cgil Flc): "Si posticipa la soluzione del problema. Stiamo al traino di Roma"

Di Davide Leveghi - 26 December 2019 - 11:20

TRENTO. Mentre a livello nazionale è stata annunciata la decisione di indire il concorso per le scuole secondarie, in Trentino sembra regnare la calma piatta. All'annuncio proveniente da Roma, dove il ministro Lorenzo Fioramonti (ora dimissionario) ha raggiunto un accordo con i sindacati sulla pubblicazione di due bandi entro i primi di febbraio, l'assessore Mirko Bisesti ha risposto proclamando sì la volontà della Pat di bandire un concorso ma senza fissare alcun termine temporale.

 

I concorsi si faranno ma non prima della primavera. I tempi sono prematuri per dire quando sarà il bando”, ha dichiarato l'assessore all'Istruzione, suscitando non poco fastidio tra i lavoratori del settore. “E' preoccupante che non ci sia alcuna certezza sulle date – ha commentato Cinzia Mazzacca, responsabile di categoria della Cgil Flc – peggio, che si rischi di andare alla fine del 2020. In netto ritardo con quanto accadrà a livello nazionale”.

 

Mentre il Senato, infatti, ha convertito in legge il decreto scuola, prevedendo l'assunzione di 50mila insegnanti delle scuole secondarie attraverso due concorsi – uno ordinario e l'altro straordinario – da piazza Dante non è giunta alcuna rassicurazione ai tanti precari snervati dall'attesa di stabilizzare la propria posizione, specie in alcune materie, come quelle dell'ambito tecnico-scientifico, dove le graduatorie sono ormai da tempo esaurite e i docenti scarseggiano.

 

Posticipare la data della procedura selettiva rispetto a quanto avverrà a livello nazionale vuol dire posticipare la soluzione a questo problema. È assolutamente privo di senso”, ha continuato Mazzacca. Se infatti su scuola primaria, scuola dell'infanzia e personale Ata Bisesti sostiene che la Pat stia lavorando sui concorsi, sulle secondarie al di là della proclamata volontà pare non esserci molto altro di più.

 

Tale situazione, però, rischia d'alimentare una realtà in cui il Trentino rimane senza docenti – stabilizzati magari nel resto del Paese – o in cui i numeri degli insegnanti che si presentano ai concorsi lievita considerevolmente. Spostando la data del concorso trentino alla seconda parte dell'anno, sostiene la Cgil Flc, con certezza il nuovo anno scolastico presenterà gli stessi problemi di quello in corso, in termini di reperimento dei docenti e dunque di assicurare loro continuità didattica.

 

“E' come se la Provincia non si rendesse conto di questi problemi – ha proseguito Mazzacca – ancora una volta, come è già stato per il rinnovo del contratto, quest’amministrazione e questo assessorato tendono ad agire sotto la spinta di necessità data dal piano nazionale, dimostrando di non avere un disegno per il mondo dell'istruzione e della formazione trentina. È come se si fosse immersi in una strana calma, che non genera però alcuna discussione”.

 

E questo stare al traino di Roma, senza fruire consapevolmente e positivamente della propria libertà d'azione garantita dall'autonomia, non fa che alimentare il già diffuso malcontento della categoria. “L'amministrazione deve ridefinire gli ambiti d'autonomia – ha concluso – e quelli di necessario raccordo con il sistema nazionale. Oggi non c'è più un confronto per 'fare meglio' ma per farsi trainare”.

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