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Valanga in Paganella, invasa anche parte della pista a 2 mila metri circa

L'allarme è scattato intorno a mezzogiorno e mezzo quando un fronte nevoso si è staccato all'altezza del Rifugio La Roda. Immediata l'allerta e sul posto si sono subito portati i soccorsi, addetti piste, soccorso alpino e forze dell'ordine, mentre da Trento si è levato in volo l'elicottero

Foto d'archivio
Di L.A. - 22 December 2019 - 12:53

ANDALO. Una valanga in Paganella ha invaso parte della pista a quota 2.100 metri circa. L'allarme è scattato intorno a mezzogiorno e mezzo quando un fronte nevoso si è staccato all'altezza del Rifugio La Roda.

 

Immediata l'allerta e sul posto si sono subito portati i soccorsi, addetti piste, soccorso alpino e forze dell'ordine, mentre da Trento si è levato in volo l'elicottero

 

Secondo le prime informazioni il fronte è di circa 25x15 metri e la valanga sarebbe arrivata a invadere parte del piano sciabile della pista Olimpionica 3. Fortunatamente non sembrano esserci persone coinvolte, ma l'arrivo dei soccorsi è stato tempestivo e in questo momento sono in corso le operazioni per bonificare l'area e verificare l'effettiva assenza di sciatori rimasti sotto la neve.

 

Anche nella giornata di ieri si sono registrate due slavine in zona bellunese (Qui articolo), mentre la settimana scorsa una donna è morta sull'Alpe di Siusi travolta da una valanga (Qui articolo), mentre l'alpinista Fulvio Giovannini è rimasto sotto la coltre per circa un'ora in val d'Ultimo, quando è stato salvato dalla macchina dei soccorsi (Qui articolo

 

E' stata diramata su tutta la regione l’allerta arancione, terzo grado marcato della scala che sancisce il pericolo valanghe. Il comunicato diffuso da MeteoTrentino su Valanghe.report ricorda di fare particolare attenzione alla neve fresca e a quella ventata

 

Le valanghe, infatti, potrebbero distaccarsi in modo provocato o spontaneo. Proprio per quanto riguarda la provincia di Trento la neve fresca e il vento da forte a tempestoso proveniente dai quadranti meridionali hanno provocato la formazione di accumuli di neve ventata facilmente distaccabili.

 

Specialmente nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni, il pericolo slavine aumenta in maniera esponenziale. La neve fresca e la neve ventata potrebbero distaccarsi anche in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali, per questo quando ci si muove bisogna prestare la massima attenzione.

 

In prossimità dei bacini di alimentazione in quota non sono da escludersi valanghe spontanee di medie e grandi dimensioni, così come al di sotto dei 2.200 metri potrebbero verificarsi slavine per scivolamento di neve di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni.

 

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