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A Trento il tabacchino che “omaggia” i clienti con una scritta sessista: “W la F…” compare su ogni scontrino erogato dal distributore di sigarette

Sullo scontrino di una tabaccheria di Trento compare una frase sessista, le attiviste di NudM: “Non è divertente e non è solo una goliardata. Non possiamo e non vogliamo contenere il nostro schifo e la nostra rabbia. Anche questo è violenza”

A sinistra una foto d'archivio di un distributore, a destra lo scontrino sessista
Di Tiziano Grottolo - 15 October 2020 - 17:03

TRENTO. Dopo la festa di compleanno targata Lega, con i consiglieri Bisesti, Cavada e Savoi in posa davanti alla torta con la scritta “W la F…”, ora anche una tabaccheria di Trento ha deciso di “omaggiare” i clienti che acquistano un pacchetto di sigarette al distributore con la stessa scritta. Su ogni scontrino erogato infatti troneggia la scritta “W la F*ga”.

 

Probabilmente chi ha avuto l’idea credeva di poter essere divertente, di certo la trovata sessista non è piaciuta alle attiviste di Non Una di Meno che hanno denunciato il fatto su Facebook: Quando anche comprare un pacchetto di sigarette diventa occasione di molestia”, puntano il dito dal movimento.

 

“A quanto pare – prosegue NudM – a Trento non è possibile nemmeno comprare un pacchetto di sigarette senza subire l’oppressione di genere. Un distributore di sigarette di un tabacchino della città di Trento rilascia questo scontrino, con una frase che per noi rappresenta il segno emblematico del sessismo sistemico”.

 

 

Eppure in Trentino non è la prima volta che slogan sessisti vengono sdoganati con troppa facilità: talvolta dalle stesse istituzioni (come nel caso del compleanno in salsa leghista), altre volte sono le associazioni del territorio, o peggio, la stampa a cadere in errore, per esempio quando la candidata Dem alla ultime comunali Vittoria De Felice venne descritta con una serie di epiteti che poco hanno a che fare con il giornalismo.  E ancora, per una strana coincidenza esattamente un anno fa il Dolomiti aveva portato alla luce il caso delle bustine di zucchero (con il marchio dell’Apt della val di Fassa) che riportavano un detto che poteva essere tradotto in “Una bella femmina ha il culo e il petto bello in fuori”. Insomma non il miglior biglietto da visita.

 

Magari ad alcuni la frase riportata sullo scontrino strapperà persino un sorriso, ma anche il linguaggio può essere strumento di prevaricazione, senza dimenticare che una frase simile affonda le sue radici nella cultura machista e sessista che sta alla base della violenza di genere. “Non è divertente e non è solo una goliardata – ribadiscono le attiviste – non ci fa ridere. Non possiamo e non vogliamo contenere il nostro schifo e la nostra rabbia. Anche questo è violenza”.

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