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Con l'emergenza Coronavirus, consegnavano la droga "porta a porta". 3 persone arrestate e 1 denunciata

Vista la situazione eccezionale, alcuni spacciatori hanno pensato di trovare una soluzione per il proprio business illecito consegnando gli stupefacenti porta a porta. L'attività investigativa della guardia di finanza di Trento ha così portato, tra il capoluogo e Rovereto, all'arresto di 3 persone e alla denuncia di un'altra

Pubblicato il - 13 marzo 2020 - 09:43

TRENTO. In tempo di quarantena forzata per gran parte della cittadinanza, causa epidemia che sta mettendo in seria difficoltà anche il nostro Paese, lo spacciatore deve trovare soluzioni alternative. Per questo tre pusher hanno ben pensato che per evitare di fermare il proprio business l'unica possibilità fosse di consegnare la droga porta a porta, il tutto grazie ad un sistema di “prenotazione” tramite social media con il quale gli utenti si assicuravano la dose decidendo quantitativi e tipologia di stupefacente.

 

Per questa situazione la guardia di finanza di Trento, nella sua instancabile attività investigativa, ha arrestato tre uomini, trovati in possesso di oltre tre etti di cocaina e hashish, e denunciato un altro a piede libero. A seguito di un impegnativo servizio di osservazione e pedinamento, reso ancora più complicato dalla drastica riduzione della circolazione sia stradale che pedonale, è stato innanzitutto individuato ed arrestato un soggetto, cittadino tunisino, colto nell'esercizio del suo affare presso i quartieri nord della città, in prossimità del Top Center.

 

Bloccato immediatamente dopo l'ultima consegna, nei confronti dello spacciatore è stata quindi eseguita una perquisizione domiciliare nel corso della quale venivano rinvenute e sequestrate una quindicina di dosi di cocaina, 1 bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 3480 euro, ritenuti presumibilmente come provente dell'attività illecita.

 

L'uomo, un 29enne, è stato a quel punto tratto in arresto. Diversa la sorte di un altro soggetto, questa volta un 24enne sempre di cittadinanza tunisina, intercettato probabilmente durante una consegna e trovato in possesso di circa 9 grammi di hashish, e per questo denunciato a piede libero. Entrambi sono risultati essere irregolari sul territorio nazionale.

 

Questo tipo d'attività non interessa certo solo il capoluogo trentino. Anche nel secondo centro della provincia, Rovereto, investigazioni pregresse hanno permesso di acquisire elementi informativi utili a svelare il coinvolgimento di un soggetto di nazionalità marocchina fortemente sospettato di gestire un'attività di spaccio nella Città della Quercia. I costanti servizi di appostamento e pedinamento effettuati dalla guardia di finanza, tuttavia, non avevano per ora permesso di acquisire elementi decisivi.

 

È stato così deciso di pedinare la moglie, che nella giornata di giovedì ha inconsapevolmente condotto i militari presso un appartamento non noto agli investigatori, dove sono stati rinvenuti il sospettato ed il fratello, nei confronti del quale la Procura di Bologna ha emesso un ordine di cattura per reati comuni.

 

Trovati in possesso di qualche grammo di hashish, non sufficienti per far scattare misure sanzionatorie, il sospettato veniva a questo punto accompagnato al proprio domicilio, dove però non veniva rinvenuto alcun stupefacente. La presenza di una chiave all'interno del mazzo, però, faceva scattare il sospetto che il soggetto nascondesse qualcosa. Nella perquisizione della cantina, ufficialmente non riconducibile al giovane, venivano trovati circa tre etti e mezzo tra cocaina e hashish, un cellulare e un dissuasore taser.

 

I due fratelli, di età rispettivamente di 30 e 29 anni, venivano a quel punto tratti in arresto e accompagnati al carcere di Spini di Gardolo.

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