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Controlli a Limone e Ponte Caffaro. La Lombardia diventa ''zona arancione'' e scattano i divieti di accesso e uscita

Dopo il decreto di questa notte scattano i controlli sulle strade che collegano le aree poste in stato di quarantena e quelle esterne. Si parla della Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia

Di L.P. - 08 marzo 2020 - 17:28

LIMONE. Ecco cosa succede nelle zone di confine. Polizia e forze dell'ordine bloccano gli accessi e le uscite per rispettare la direttiva nazionale di ''isolamento'' delle zone arancioni. È stato lo stesso presidente del consiglio Conte a indicarle, spiegando che tutti siamo chiamati a un gesto di "auto-responsabilità". Si parla della Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.

 

 

Nelle immagini qui sopra si vede quel che sta succedendo a Ponte Caffaro al confine tra Trentino e Lombardia. Gli agenti controllano i documenti delle persone per vedere se possono superare il confine o meno. In linea di massima si permette il rientro a casa di chi in questi giorni si trovava in Trentino ma non si permetterà il percorso opposto. E stessa cosa si è verificata in giornata a Limone al confine con Riva del Garda. Le misure previste per le ''zone arancioni'' sono varie e tra queste c'è anche la ''chiusura degli impianti sciistici'' quindi, per esempio, sul Tonale c'è la paradossale situazione di avere impianti aperti nel lato trentino ma chiusi in quello lombardo (anche se in queste ore tutta la Val di Sole ha chiesto di chiudere gli impianti per preservare la salute della comunità e degli ospiti e preservare l'immagine).

 

Tra gli altri provvedimenti presi per la ''zona arancione'' ci sono i seguenti:

 

- Vietati gli spostamenti in entrata e uscita. Ci si può muovere solo per emergenze o "comprovate" esigenze lavorative, che dovranno però essere autorizzate dal prefetto. Divieto assoluto di mobilità per chi sia stato in quarantena.

L'attività didattica per le scuole di ogni ordine e grado, atenei e accademie è sospesa fino al 3 aprile.

- I bar e i ristoranti possono restare aperti solo dalle 6 alle 18 sempreché il gestore sia in grado di rispettare "l'obbligo" di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale nei locali.

- Chiuse palestre e piscine, spa e centri benessere. Le competizioni sportive all'aperto sono ammesse solo se giocate a porte chiuse.

- Chiusi musei, centri sculturali e stazioni sciistiche.

- Sono sospese cerimonie civili e religiose come tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

- Se possibile si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodo di congedo ordinario o di ferie.

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