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Coronavirus, 164 nuovi positivi nel Bellunese. Il direttore dell'Ulss Dolomiti 1: "Situazione in continua evoluzione e particolarmente impegnativa"

Nella conferenza stampa di presentazione dei dati del Coronavirus in provincia di Belluno, il direttore generale dell'Ulss Dolomiti 1 Adriano Rasi Caldogno ha presentato il quadro giornaliero. "164 nuovi casi di positività nelle ultime 24 ore. 15 ricoverati in terapia intensiva, e quasi 200 tra area non critica e ospedali di comunità. I dati sono leggermente in calo, ma la situazione è in evoluzione e particolarmente impegnativa per le nostre strutture"

Di Davide Leveghi - 27 November 2020 - 12:22

BELLUNO. “Dopo una grande crescita di ottobre, abbiamo raggiunto una fase stazionaria e lievemente in calo”. Esordisce così il direttore generale dell'Ulss Dolomiti 1 Adriano Rasi Caldogno. Intervenuto per illustrare il quadro del contagio in provincia di Belluno, ha spiegato il funzionamento della macchina organizzativa sanitaria, messa duramente alla prova dalla pandemia.

 

Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 164 casi di positività – ha spiegato – il trend rispetto alle scorse settimane è leggermente in calo, con un aumento dei negativizzati e una situazione che comunque viene monitorata con attenzione. Domenica ad Auronzo di Cadore, rispetto ad una situazione epidemiologica problematica, avverrà uno screening per fasce d'età”.

 

L'entrata della provincia di Belluno in fase 5 per quanto riguarda i ricoveri nei normali reparti ospedalieri, annunciata dal presidente Luca Zaia, ha alzato ancora la soglia d'attenzione su un territorio particolarmente colpito in questa seconda ondata pandemica. Da parte sua, Rasi Caldogno si è mostrato tranquillo, presentando però “una situazione in continua evoluzione e particolarmente impegnativa per le strutture dell'Ulss 1”.

 

La crescita importante dei casi nel Comune di Auronzo di Cadore, come detto, ha spinto la Regione, in accordo con l'azienda sanitaria locale e l'amministrazione comunale, a svolgere uno screening mirato. “Si dovranno presentare le persone nate tra l'1 gennaio 1955 e il 31b dicembre 1979”, ha annunciato la sindaca del paese Tatiana Pais Becher. Le operazioni, che si svolgeranno tutte nella mattinata di domenica 29 novembre, riguarderà 1250 persone.

 

“Circa il 60% dei tamponi svolti è effettuato nei drive-in di Belluno – ha proseguito Rasi Caldogno – tra l'ospedale San Martino e Sagronia, a Feltre, Agordo e Tai di Cadore. Attualmente siamo arrivati ad una capacità di 1200 tamponi rapidi e di 1100 molecolari al giorno. Per dare idea delle dimensioni, basti pensare che in primavera eravamo in grado di processare 220-250 tamponi al giorno. I tempi d'attesa, in questa fase, vanno dai 15 minuti ai 50. Nei primi 20 giorni del mese corrente, la positività ha interessato fasce d'età diversificate. Il 39% quella tra i 46 e i 70 anni, il 32% tra i 19 e i 45, il 12% tra i 71 e gli 85”.

 

Ma qual è la situazione negli ospedali della provincia? “Secondo i dati ufficiali attualmente la situazione vede 15 ricoverati in terapia intensiva a Belluno, 126 pazienti in area non critica e 60 negli ospedali di comunità. Le degenze avvengono nelle strutture di Belluno, Feltre, Agordo e nelle strutture intermedie di Agordo, Alano, Auronzo, Belluno, Feltre. Rispetto all'afflusso di pazienti, siamo pronti ad attivare altri posti letto. Speriamo di non doverlo fare”. Rasi Caldogno ha infine aggiunto: “La situazione è in continua evoluzione e particolarmente impegnativa in tutte le strutture”.

 

Già nelle scorse settimane, d'altronde, la pressione sulle strutture ospedaliere aveva portato alla rimodulazione delle attività ambulatoriali, ora garantite solo alle urgenze, ai pazienti di classe B, alle attività oncologiche, materno-infantili, non rinviabili, psichiatriche e alla malattie rare.

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