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Coronavirus, “A Trento i positivi reali sono stati oltre 6 volte quelli ufficiali, ad oggi sono comunque il doppio”, la denuncia dell’ex rettore Bassi

Secondo i calcoli dell’ex rettore, solo nel Comune di Trento, le persone attualmente positive sono il doppio di quelle rilevate dai bollettini ufficiali della Provincia. Bassi: “Ringrazio i sindaci che hanno informato sullo stato reale della pandemia”

Di T.G. - 13 dicembre 2020 - 09:38

TRENTO. “Il mio più sentito ringraziamento va ai sindaci dei Comuni che hanno informato i loro cittadini sullo stato reale della pandemia in Trentino durante il mese di novembre”. Si apre con questo ringraziamento l’ultimo blog dell’ex rettore dell’università di Trento Davide Bassi che analizza l’evoluzione dell’epidemia. “Anche se da una decina di giorni la Provincia Autonoma di Trento è costretta a rivelare i dati completi sui contagi da Sars-CoV-2, nulla ci è stato detto su quanto è avvenuto durante lo scorso mese di novembre”, afferma l’ex rettore. Effettivamente anche Il Dolomiti ha avanzato più volte questa richiesta, per ora, senza ricevere delucidazioni.

 

“A Piazza Dante – accusa Bassi, puntando il dito contro i vertici provinciali – le bocche sono cucite e pur in presenza di molti articoli di stampa dedicati sull'argomento, apparsi anche a livello nazionale, la linea sembra essere quella di negare l’evidenza, complice anche l’assordante silenzio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità”. Ora però l’ex rettore, grazie alla collaborazione dei sindaci che hanno diffuso i dati completi, ha elaborato un grafico dedicato al capoluogo che permette di comprendere meglio l’evoluzione della pandemia. Benché le rilevazioni effettuate su Trento non siano necessariamente estendibili a tutto il territorio provinciale i dati raccolti rappresentano comunque un importante strumento per farsi un’idea della reale estensione del contagio.

 

I dati raccolti dall’ex rettore dimostrano (per l’ennesima volta) la discrepanza fra i positivi comunicati dalla Provincia e quelli “reali” che emergono dai dati comunicati dai sindaci. “Dati – precisa Bassi – che la Provincia ha dovuto comunicare per obbligo di legge perché riguardavano le persone attualmente positive a cui è stata imposta la quarantena”. Prendendo in esame il Comune di Trento si nota che ancora oggi esiste una grande differenza fra le persone positive “reali” e quelle certificate dai dati ufficiali.

 

“Dal grafico è possibile notare come il 9 novembre, primo giorno per il quale sono disponibili i dati, c’era già una notevole differenza tra i dati provinciali e i dati veri. Fino alla seconda decade di novembre le due curve mostrano un andamento divergente, con i dati provinciali in lenta discesa, mentre i dati reali erano in forte salita. Nel momento di massima divergenza – afferma l’ex rettore – il numero vero degli attualmente positivi residenti nel Comune di Trento era pari a più di 6 volte il numero ufficiale”.

 

Lo scorso 25 novembre il Comune di Trento inizia a pubblicare sul suo sito web i dati dei contagi di cui è in possesso, indicando anche la distribuzione per fasce d’età e per circoscrizione. “Più o meno allo stesso tempo si nota una forte inversione di tendenza – sottolinea Bassi – la separazione tra dati provinciali e dati reali si riduce rapidamente”. In sostanza diminuisce la differenza fra i positivi individuati con il tampone molecolare e quelli positivi agli antigenici. “Si noti il paradosso: da fine novembre in poi gli attualmente positivi veri stanno calando vistosamente, mentre quelli ufficiali,  comunicati da Pat,  mostrano una sia pur lieve crescita”.

 

A questo si aggiunge l’incredibile “giravolta” del presidente della Provincia Maurizio Fugatti che durante la conferenza stampa di ieri, 12 dicembre, ha di fatto smentito sé stesso. Fugatti, non più tardi di un mese fa, affermava che “nella stragrande maggioranza dei casi a un tampone antigenico, dopo 10-14 giorni, segue un tampone molecolare”, poi la smentita di ieri, con il presidente della Pat che spiegava: “Il molecolare deve essere fatto entro il decimo giorno”. Delle due l’una, perché è ben diverso fare un tampone di controllo non oltre il decimo giorno, per confermare la positività (che poi sarà riportata nei conteggi ufficiali), o farlo dopo 10 giorni quando il soggetto potrebbe persino essersi negativizzato per via del naturale decorso della malattia. Detto altrimenti, i vertici provinciali hanno molte cose da spiegare su come sono stati gestiti i dati della pandemia.

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