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Coronavirus, ad Arco donate oltre 6000 mascherine dalla Cina, Betta: “Priorità per Rsa, strutture sanitarie e dipendenti dei supermercati”. Il gesto di solidarietà di due cittadini cinesi per la comunità arcense

Le mascherine chirurgiche sono arrivate grazie all’interessamento di un privato cittadino che, tramite due amici cinesi, è riuscito a farle spedire direttamente dalla Cina. Le mascherine sono già stata distribuite ad alcune Apsp di Bezzecca, Riva del Garda e Dro

Di Tiziano Grottolo - 23 marzo 2020 - 18:17

ARCO. “Siamo convinti che le mascherine siano un modo efficace per ridurre drasticamente la diffusione, ecco perché stiamo avviando in ogni modo dei canali per reperirle massivamente”, così il sindaco di Arco, Alessandro Betta, aveva scritto qualche giorno fa nel suo appuntamento, ormai diventato quotidiano, con il diario della comunità dove aggiorna i concittadini sull’evolversi dell’emergenza coronavirus.   

 

Detto fatto, perché in questi giorni nel comune altogardesano stanno arrivando diversi carichi di mascherine direttamente dalla Cina, attraverso il canale della protezione civile. In soccorso di Betta è arrivata la generosità di un privato cittadino, che però preferisce rimanere anonimo, costui ha preso contatti con due amici cinesi per farsi spedire importanti quantitativi di mascherine. “A queste persone va dato un encomio – rimarca il primo cittadino – un gesto che ci permette di avere qualcosa che per ora è quasi introvabile”.

 

Ma c’è di più, uno dei due cittadini ha stimato di poterne far arrivare complessivamente oltre 21mila pezzi, ad ogni modo il comune arcense può contare per il momento su circa 6000 mascherine arrivate a scaglioni: 850, sono quelle che il cittadino arcense aveva acquistato per mandarle in Cina (ma con l’aggravarsi della situazione italiana e il miglioramento di quella cinese sono state dirottate su Arco), 700 invece sono una donazione privata del secondo cittadino cinese, le restanti sono arrivate sempre dalla Cina con spedizioni diverse, l’ultima, la più consistente, è composta da circa 3500 pezzi.

 

“In via prioritaria – sottolinea Betta – saranno distribuite nelle Rsa e nelle strutture sanitarie, altre invece saranno consegnate per i dipendenti di alcuni supermercati della zona che sono rimasti senza”. Nel frattempo quelle arrivate in precedenza sono state distribuite a diverse Apsp e strutture sanitarie, anche di altri comuni, come le case di riposo di Riva del Garda, Dro, Bezzecca, più quelle di Arco. A beneficiare della donazione anche i carabinieri e i dipendenti di alcuni supermercati. In questi giorni la maggior parte delle mascherine sono state suddivise fra le strutture arcensi: Eremo, Villa Regina, Sacro Cuore, San Pancrazio, Sacra Famiglia, Villa San Pietro ed alla Fondazione Comunità di Arco.

 

Nel mentre l’amministrazione sta battendo anche altri canali per cercare di reperire nuove mascherine chirurgiche che, vale la pena ricordarlo, non rientrano fra i dispositivi di protezione individuale ma sono utili per evitare che persone potenzialmente infette ne contagino altre (QUI articolo).

 

“Lo scopo è quello di cercare di proteggere al meglio la popolazione e chi lavora in prima linea – aggiunge Betta – nella speranza che nel frattempo anche la Pat riesca a rifornire queste strutture”. L’amministrazione ha messo in piedi una vera e propria task force, coordinata dal primo cittadino, ma che sul campo impegna i vigili del fuoco di Arco e lo stesso cittadino benefattore che sono impegnati nel confezionamento dei pacchi di mascherine da mandare dove ce ne è più bisogno. “In questo momento stiamo facendo noi la protezione civile, sono in costante contatto con il comandante dei pompieri e la dirigenza tecnica generale del comune per approntare il nostro piano di emergenza. Siamo al livello massimo di gravità, inutile nasconderlo – ha concluso Betta – la volontà però è di creare le condizioni per tornare al più presto a dei livelli inferiori, con una prospettiva di vivibilità di qualità migliore”.

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