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Coronavirus, Cgil e Cisl: ''Un'altra dozzina di sanitari in quarantena, fortissima preoccupazione per le misure adottate da Apss e Provincia''

I sindacati evidenziano che gli operatori dell'ospedale di Cles sono arrivati a contatto con il paziente per il quale non sarebbero state attivate immediatamente le misure previste nel caso di sospetto contagio. Diaspro (Fp Cgil) e Pallanch (Cisl Fp): "Chiediamo l'immediata convocazione di tutti i soggetti sindacali e degli Rls per un confronto urgente che dia certezze sulle effettive tutele dei lavoratori e dei pazienti"

Di L.A. - 04 marzo 2020 - 20:19

TRENTO. "Esprimiamo una fortissima preoccupazione per le misure adottate dal sistema sanitario trentino", queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) dopo il caso di coronavirus all'ospedale di Cles e la dozzina di operatori sanitari in quarantena dopo essere entrati in contatto con il 41enne (Qui articolo).

 

Il paziente è stato ricoverato in un primo momento nel reparto medicina del nosocomio della val di Non per una polmonite batterica poi sfociata in interstiziale. Il tampone effettuato è poi risultato positivo. "Le misure adottate - proseguono Diaspro e Pallanch - non risultano coerenti con quanto annunciato la scorsa settimana da Apss e Provincia".

 

I sindacati evidenziano che gli operatori dell'ospedale di Cles sono arrivati a contatto con il paziente per il quale non sarebbero state attivate immediatamente le misure previste nel caso di sospetto contagio. 

 

"Un atteggiamento non coerente ai protocolli che l’Azienda ha riferito di aver messo in campo per fronteggiare l’emergenza. Ci rendiamo conto - aggiungono i segretari - della complessità della situazione e della sua rapidissima evoluzione. Riteniamo, comunque, che la tutela della salute di tutti i lavoratori e in particolare del personale sanitario esposto a rischio debba essere ritenuta una priorità".

 

Le parti sociali chiedono piani specifici, una pianificazione anticipata legata a turnazioni e gestione del lavoro straordinario per evitare turni stremanti di lavoro. "Le procedure a Cles - concludono Diaspro e Pallanch - devono essere immediatamente verificata, ma è necessario adottare tutte le necessarie e non più rimandabili contromisure sul piano organizzativo. A questo si aggiunge l'adozione di procedure straordinarie per fronteggiare questa fase. Chiediamo l'immediata convocazione di tutti i soggetti sindacali e degli Rls per un confronto urgente che dia certezze sulle effettive tutele dei lavoratori e dei pazienti".

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