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Coronavirus, concessioni di ferie e congedi per figli e malati. Anche la Pat adotta misure nei confronti dei propri lavoratori.

Come gran parte delle istituzioni, anche dal Palazzo della Provincia arrivano le direttive relative agli impiegati provinciali. Ferie arretrate e congedi parentali verranno concessi, così come la possibilità di lavorare da casa. Negli spazi di lavoro e nella strada fino al posto di impiego si rispetteranno le norme del Dpcm e delle autorità sanitarie

Pubblicato il - 11 marzo 2020 - 17:14

TRENTO. Anche dalla Provincia arrivano le indicazione al personale in relazione alla situazione sanitaria. Nella propria organizzazione interna, infatti, anch'essa si trova ad affrontare l'epidemia cercando di tutelare i propri dipendenti e i rapporti con l'utenza.

 

Con una circolare la massima autorità politica provinciale ha indicato pertanto le prime misure sulla base dello stato dell'arte ad oggi, con eventuali potenziamenti laddove la situazione si dovesse aggravare. Saranno i dirigenti, spiega poi il Dipartimento, ad applicarle, secondo i principi di parità di trattamento e la salvaguardia delle esigenze di servizio.

 

Tra queste la Provincia dispone che nell'ordine della “conciliazione del lavoro con la cura dei figli e/o dei disabili o degli anziani in dipendenza della sospensione dei servizi di istruzione e cura” ci siano la concessione/obbligo della fruizione delle ferie arretrare e delle ore di recupero accumulate, così come la concessione per chi avesse necessità dello smart working per lavoratori e lavoratrici con in cura i soggetti sopra citati.

 

Stesso discorso per la concessione al personale di istituti contrattuali a richiesta come ulteriori ferie maturate, congedi e aspettative connessi alla tutela della maternità e paternità e quella dello smart working per chi soffre di gravi patologie certificate.

 

Riguardo alla limitazione del rischio contagio attraverso le misure organizzative, la Pat stabilisce l'organizzazione del lavoro negli uffici in turni giornalieri dal lunedì al venerdì in modo da ottenere un sostanziale dimezzamento della presenza fisica del personale nel palazzi provinciali e nei singoli uffici, oltre alla chiusura degli sportelli fisici salvo quelli indispensabili con contatto con l'utenza garantita attraverso gli strumenti telematici o telefonici e ferma restando la possibilità per l'utenza di ottenere appuntamento per obiettive necessità.

 

Rispetto alle esigenze di carattere amministrativo si dispone lo slittamento dei termini di scadenza per la presentazione di istanze o documentazione scadenti nei prossimi 60 giorni per ulteriori 60. Sull'utilizzo dei mezzi da parte del personale provinciale, poi, si dispone che il car sharing venga usufruito solo singolarmente. Nel caso di necessità di utilizzo condiviso si prescrive l'uso di mascherine. I veicoli dovranno essere inoltre arieggiati sia prima della partenza sia durante, nel limite del possibile – tenendo aperti i finestrini – sia al termine. Nelle parti di contatto si richiede la disinfezione prima e dopo il viaggio.

 

Nel caso di indisponibilità di automezzi del car sharing o di servizio è autorizzato l'utilizzo del proprio mezzo, mentre per i furgoni e i mezzi collettivi destinati ad ospitare più di un dipendente per oltre 15 minuti è prescritto l'uso di mascherine secondo le modalità previste. Come altre disposizioni, infine, la Pat garantisce ai propri lavoratori che in virtù delle restrizioni sugli spostamenti potrà essere esibito agli organi deputati al controllo il proprio tesserino/badge, segnalando a quale ufficio e indirizzo ci si sta recando per rendere così conto della propria prestazione lavorativa.

 

Altrettanto varrà per i viaggi di servizio, salvo indicazioni diverse da parte delle competenti autorità.

 

QUI LA REPLICA DEI SINDACATI

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