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Coronavirus, dopo la scelta di Funivie Saslong di non riaprire, il Consorzio impiantisti ribadisce: "Andiamo avanti. Se possibile la stagione invernale ci sarà"

Il Consorzio esercenti impianti a fune Val Gardena-Alpe di Siusi ha risposto alla decisione di uno dei propri consorziati, la Società Funivie Saslong, di non riaprire le piste da sci per evitare di pesare ulteriormente su un sistema sanitario già provato dalla pandemia. "Scelta unilaterale. Abbiamo lavorato con le autorità ai protocolli e se ci sarà la possibilità riapriremo"

Di Davide Leveghi - 17 December 2020 - 16:41

SELVA VAL GARDENA. “Abbiamo preso atto della decisione unilaterale della Società Saslong di non voler aprire gli impianti di risalita durante la stagione invernale 2020/2021. Noi, invece, andiamo avanti”. A qualche ora dall'annuncio di Funivie Saslong Spa di non voler riaprire gli impianti di propria competenza a causa della situazione epidemiologica e dei rischi connessi di pesare ulteriormente sul sistema sanitario, già abbastanza sotto pressione, il Consorzio esercenti degli impianti a fune Val Gardena-Alpe di Siusi ha risposto, ribadendo la sua posizione: se ci saranno le condizioni, gli impianti verranno riaperti.

 

La società di Funivie Saslong, di contro, aveva comunicato con toni piuttosto polemici la propria scelta di tenere chiuso. “E' una decisione di buon senso, che vuole esprimere la vicinanza e l'altruismo dei gardenesi e della Val Gardena verso i propri connazionali”, aveva scritto, non senza risparmiare critiche verso una politica romana troppo indecisa e un Consorzio accusato invece di essere “poco sensibile” e attento più ai soldi che alla salute delle persone.

 

Tutte accuse rispedite al mittente da parte del Consorzio, che in una nota più stringata ha voluto ribadire la propria posizione, specificando come quella di Funivie Saslong sia una decisione “unilaterale” e in controtendenza rispetto a tutti i consorziati di Val Gardena e Alpe di Siusi. “Pur prendendo atto delle legittime motivazioni che stanno alla base di tale decisione di non riaprire – hanno scritto - il Consorzio desidera sottolineare che si tratta di una decisione di un consorziato rispetto a una totalità di 41 impiantisti che gestiscono gli impianti a fune dell'area sciistica Val Gardena-Alpe di Siusi”.

 

“Tutti i restanti impiantisti dell'area sciistica e le centinaia di collaboratori si stanno adoperando con grande impegno per consentire l'apertura degli impianti non appena le condizioni lo consentiranno. Proprio perché la salute pubblica rappresenta una assoluta priorità per noi, abbiamo operato un grande sforzo nei mesi scorsi, assieme a tutti gli altri interlocutori del comparto turistico, per costruire un sistema di regole che consentissero la pratica dello sci nella maniera più sicura possibile, durante questa stagione invernale”.

 

Rispetto alle incertezze della politica, evidenziate da Funivie Saslong, il Consorzio ha aggiunto: “Abbiamo inoltre preso atto e contribuito a implementare con senso di assoluta responsabilità, anche tutte le decisioni che sono state prese dalle autorità politiche e sanitarie con riguardo alle chiusure”.

 

Sulla decisione in controtendenza del consorziato, infine conclude: “Nei prossimi giorni si svolgeranno comunque ulteriori colloqui con i rappresentanti della Società Saslong per verificare insieme di trovare una soluzione condivisa che consenta a tutti gli impianti di risalita dell'area sciistica Val Gardena-Alpe di Siusi di poter andare in esercizio con l'inizio della stagione invernale 2020-21”.

 

Mentre in Italia, dunque, si discute su possibili riaperture dopo le festività (o di eventuali ristori per coprire i mancati introiti), nel resto d'Europa non va tanto meglio. La Svizzera, nonostante una situazione epidemiologica critica, ha deciso per la riapertura, mentre la Germania ha sposato la scelta italiana di tenere chiuso. L'Austria, infine, pare intenzionata a tornare sui propri passi.

 

In un'intervista al giornale Tiroler Tageszeitung, il presidente degli impiantisti austriaci ha espresso perplessità sui protocolli e sulle modalità di riapertura ventilate da Vienna. La riapertura degli impianti era prevista per la vigilia di Natale, dopo settimane di lockdown duro e una campagna massiccia di screening della popolazione.

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