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Coronavirus e convivenza ''forzata'', il centro antiviolenza: ''Con l'uomo in casa le donne faticano a chiedere aiuto. Preoccupazioni anche per i bambini''

Il calo delle telefonate è spiegabile con la presenza dell'uomo in casa. "Le donne con il compagno in casa hanno paura e poco spazio per chiedere aiuto"spiegano dal Centro antiviolenza. All'Alfid contatti anche con uomini che si trovano a vivere situazioni difficili

Di Giuseppe Fin - 20 marzo 2020 - 05:01

TRENTO. “Rimanete a casa” è questa la frase che da giorni a tutti i livelli istituzionali si sta ripetendo per riuscire ad arginare la diffusione del coronavirus. Non sempre, però, è così. Ci sono donne e uomini costretti a vivere in una situazione di convivenza “forzata” che sta andando con il passare delle ore a deteriorarsi con il rischio, concreto, che prima o dopo sfoci in violenza.

 

Stiamo parlando di insulti e minacce che avvengono in casa senza poter uscire e allontanarsi. Momenti di paura e richieste di aiuto che ora, purtroppo, vengono soffocate, paradossalmente da quelle mura che dovrebbero proteggerci. La paura in alcuni casi è tanta ed è anche doppia: nasce da quello che può succedere in casa ma anche dall'essere contagiati uscendo.

 

Ma la preoccupazione è rivolta anche ai bambini. Ai figli che si trovano in casa e ora rischiano di essere costretti ad assistere a momenti di tensioni e violenza.

 

L'allarme è lanciato dal Centro Antiviolenza di Trento e nasce da una anomalia che potrebbe essere considerata da qualcuno addirittura contraddittoria. Le richieste di aiuto che arrivano dalle donne sono in forte calo. “Siamo piuttosto preoccupati – ci spiega Barbara Bastarelli, coordinatrice del centro di Trento – perché abbiamo un calo di nuove chiamate da parte delle donne. Trovano difficoltà nel chiamarci e a mettersi in contatto con qualcuno in caso di pericolo”.

 

La situazione che si sta vivendo, infatti, di limitazione degli spazi, impedisce alle donne di muoversi e di trovare il modo di chiamare e chiedere aiuto. Gli uomini che le minacciano e le maltrattano sono a casa e per questo, purtroppo riescono ad avere un controllo quasi assoluto.

 

“Di solito – ci spiega Bastarelli – avevamo dalle otto alle dieci chiamate al giorno e ora invece sono diventate due o tre. C'è l'uomo in casa e le donne non hanno lo spazio per chiamare”. Una diminuzione che non può di certo essere interpretata come un miglioramento dei rapporti visto che quando si crea una situazione di convivenza forzata si assiste invece a un aumento delle violenze.

 

L'appello che arriva dal Centro Antiviolenza di Trento per le donne è quello di chiamare il 112 in caso di situazioni di pericolo. “Il suggerimento che diamo è quello che se ci si sente in pericolo di chiudersi all'interno di una stanza e di chiamare immediatamente il 112. E' l'unica cosa da fare in questa situazione”. Le linee del Centro Antiviolenza di Trento continuano comunque a funzionare, il numero da poter contattare è lo 0461.220048.

 

Ad essere preoccupata della situazione è anche l'Alfid, l'Associazione laica famiglie in difficoltà, che proprio in questi giorni ha ricevuto alcune chiamate da parte di uomini che si trovano in una fase di separazione e in questi frangenti sono costretti ad una convivenza 'forzata'. Situazioni, quindi, di forte tensione.  “Noi ci occupiamo di separazioni e crisi famigliari e sappiamo che la situazione ha accentuato gli attriti famigliari” spiega la coordinatrice Marialucia Armanini. Le crisi di coppia già in essere prima dei provvedimenti per il contenimento del coronavirus rischiano ora di aggravarsi ulteriormente.

 

“Siamo molto preoccupati – spiega Armanini – soprattutto per i bambini che sono le prime vittime di queste situazioni di crisi che si aggravano. Soprattutto ora costretti a rimanete in casa e non possono stare in distanza. Per questo stiamo cercando di capire come intervenire in certe situazioni”. Anche per il caso dell'Alfid continuano ad essere attive le linee telefoniche per chi ha bisogno di aiuto. Il numero da poter chiamare è: 0461.235008 (oppure mail: info@alfid.it)

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