Coronavirus, fermato dalla polizia simula una forte tosse inventatosi di essere andato dalla Guardia medica. Denunciato
Sono undici le persone denunciate dalle volanti della polizia. Fermato anche un giovane in bici: stava andando dalla fidanzata

TRENTO. Non si fermano i controlli della Polizia di Stato per far rispettare le misure emanate dal Governo per contrastare la diffusione del coronavirus.
Nelle ultime due giornate sono state denunciate, per inosservanza dei provvedimenti adottati per il contenimento del coronavirus, undici persone. I controlli hanno riguardato oltre 800 persone e circa 45 attività commerciali.
La volante ha denunciato nella giornata di ieri due cittadini perché senza alcun motivo, passeggiavano nel centro cittadino. Uno dei due è stato trovato anche in possesso di una piccola quantità di hashish ed è stato quindi segnalato al Commissariato del Governo per detenzione ai fini personale di sostanza stupefacente.
A Riva del Garda gli Agenti del Commissariato, hanno denunciato un giovane che in bici stava andando a casa della fidanzata.
Sempre a Riva del Garda gli Agenti del Commissariato, hanno denunciato un uomo di Arco ed uno straniero sorpresi a bordo di un auto, mentre si stavano dirigendo verso Arco. Chiesto il motivo del loro spostamento, uno dei due simulava una forte tosse riferendo che si erano recati alla guardia medica di Riva del Garda. Gli agenti compreso che i due stavano simulando la malattia, tramite la Polizia Locale, riuscivano a accertare che non
si erano mai recati presso la Guardia Medica e, pertanto, sono stati segnalati anche per aver fornito false indicazione sul loro stato personale.
“Questi comportamenti, ed in particolare quelli che simulano situazioni non vere - commenta il vice Questore Salvatore Ascione - comportano un ulteriore aggravio per tutte le Forze di Polizia impegnate a preservare il territorio, non solo dai rischi connessi alla ulteriore diffusione del contagio, ma anche dalla predatoria. Rimane, pertanto, fondamentale uno sforzo comune di tutti i cittadini per evitare situazioni che poi
potrebbero costringere il singolo, qualora controllato, a raccontare fatti non veri, rischiando ulteriori denunce”.














