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Coronavirus, i sindacati dei trasporti protestano contro l'atteggiamento della Pat. "Sono più interessati a bloccare la diffusione dei 'portoghesi' che quella del virus"

Le sigle sindacali del mondo dei trasporti hanno avanzato delle proposte per evitare la diffusione del contagio, tra cui la sospensione dei servizi di controlleria. Da parte della Provincia, però, pare che questa misura non abbia trovato sostegno, facendo scattare l'ira dei sindacati, che hanno minacciato: "Se l'assessorato ai trasporti non darà immediato riscontro, da domani non effettueremo bigliettazione a bordo e terremo chiusa la porta anteriore"

Di Davide Leveghi - 09 marzo 2020 - 16:49

TRENTO. “Alla Provincia sembrerebbe che ci sia più interesse ad evitare la diffusione dei 'portoghesi' che non quella del Coronavirus”. Arriva sferzante l'accusa dei sindacati dei trasporti, che attraverso una nota condivisa hanno protestato contro l'atteggiamento mostrato dai vertici della Provincia nell'incontro tra le parti avvenuto in giornata domenica 8 marzo 2020.

 

Nel clima di emergenza per la diffusione del virus, infatti, le quattro principali sigle sindacali del mondo dei trasporti trentino – Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal – proseguendo nel dialogo con le autorità provinciali hanno chiesto una serie di misure a protezione dei lavoratori. Misure che, pare, non avrebbero trovato piena condivisione da parte dell'assessorato ai trasporti.

 

“E' con profondo sdegno che le scriventi organizzazioni sindacali – recita l'infervorato comunicato – in un momento in cui l’energia dei singoli, ma ancor più delle Istituzioni, dovrebbe essere volta alla tutela della popolazione, non possano fare altro che constatare la mancanza di attenzione e di rispetto dimostrato dall’Assessorato ai Trasporti, dirigenti provinciali e aziendali verso i lavoratori e i cittadini”.

 

Nei giorni scorsi, continuano, le sigle avrebbero avanzato una serie di richieste, “fondamentali accorgimenti per la tutela dei lavoratori e degli utenti del trasporto pubblico locale”, tra cui la “sospensione di tutte le attività di controlleria e di vendita dei biglietti a bordo dei mezzi urbani, extraurbani e ferroviari”, la “chiusura della prima fila dei sedili sui mezzi extraurbani”, la “salita e discesa dai mezzi urbani attraverso le porte centrali e posteriori e il divieto di avvicinarsi alla zona guida attraverso il posizionamento di semplici barriere (es. catenelle di plastica)”.

 

Tutte disposizioni, dicono le sigle sindacali, la cui applicazione risulta “pienamente condivisa dalla maggior parte delle aziende di tpl di tutta Italia e in ottemperanza con il Dpcm del 4 marzo”, ma a cui la dirigenza provinciale avrebbe risposto “limitandosi ad un semplice: '...molto probabilmente verrà completamente meno il ruolo di controlleria ma non per questo l'obbligo di essere muniti di titolo di viaggio'”.

 

La risposta, dunque, non pare essere piaciuta alle sigle sindacali. “Sembrerebbe quindi che ci sia più interesse ad evitare la diffusione dei “portoghesi” che non quella del coronavirus – scrivono nel comunicato – la Provincia con l'Azienda non perda l'occasione per dimostrare che la SALUTE dei suoi concittadini le sta a cuore e dall’alto delle loro posizioni impongano quelle catene(lle) che mai come oggi sono segno di rispetto verso il lavoro altrui e non simbolo di schiavitù! Se quanto richiesto non dovesse trovare immediato riscontro da parte dell’Assessorato ai Trasporti (l’Azienda con la propria dirigenza si comprende che non ha alcun potere decisionale) – concludono - le Scriventi daranno disposizioni al Personale viaggiante tutto, di non effettuare bigliettazione a bordo e di tenere chiusa la porta anteriore a iniziare da domani!!!”.

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