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Coronavirus il personale viaggiante: “Ci sentiamo abbandonati da Trentino Trasporti, le misure di sicurezza dobbiamo applicarle per conto nostro”

I vertici di Trentino Trasporti sbattono la porta in faccia al personale viaggiante: “Non entrate negli uffici dobbiamo evitare che la centrale operativa si paralizzi”. In giornata adottate delle misure per ridurre i rischi da contagio, autisti e macchinisti: “Meglio tardi che mai”

Di Tiziano Grottolo - 10 marzo 2020 - 17:20

TRENTO. Giusto poco tempo fa era arrivato un comunicato unitario di Cgil, Cisl e Uil per denunciare la situazione che coinvolge direttamente centinaia di dipendenti del settore dei trasporti pubblici: “Alla Provincia sembrerebbe che ci sia più interesse ad evitare la diffusione dei 'portoghesi' che non quella del Coronavirus”, attaccavano i sindacalisti. Gli stessi poi minacciavano di prendere misure drastiche se Pat e Trentino Trasporti non daranno delle risposte in breve tempo. Macchinisti, capotreni e il resto del personale di Trentino Trasporti si sentono abbandonati: “Per quanto riguarda le misure di sicurezza per prevenire il contagio da coronavirus dobbiamo praticamente arrangiarci”, afferma un macchinista.

 

Le direttive emanate dall’azienda sono vaghe ed effettivamente non precisano le modalità di intervento, soprattutto sono le stesse che sono state rivolte alla popolazione, il 23 febbraio ad esempio si ordinava “in particolare al personale a contatto diretto con l’utenza” di “lavarsi frequentemente le mani”, “porre attenzione all’igiene delle superfici” ed “evitare contati stretti e protratti con persone con sintomi influenzali”. A chi si occupa di controllare i biglietti viene ordinato (come se ce ne fosse bisogno) di “astenersi da contatti ravvicinati”. Nel caso poi dovessero riconoscere un caso “sospetto” viene chiesto ai propri dipendenti di entrare in azione, coordinandosi con il personale sanitario, e “appena possibile lavarsi accuratamente le mani prestando particolare attenzione alle superfici corporee entrate in contatto con il soggetto”.

 

Di fronte a queste disposizioni il personale di Trentino Trasporti si è trovato spiazzato: “Non ascoltano le nostre richieste e non ci viene fornita una formazione specifica ma chiedono a noi di intervenire in prima battuta sui casi sospetti”. Le “armi” per difendersi dal rischio di contagio fornite dall’Azienda si limitano a guanti, disinfettante (appena disponibile specifica la nota) e sacchetti di raccolta. Il pericolo è così alto che la direzione chiede di tenere al minimo gli impianti di ventilazione (per non far circolare l'aria) e, qualora la temperatura del treno dovesse aumentare il personale dovrà adoperarsi per abbassarla.

 

Se da un lato si ammette la possibilità che il personale viaggiante possa entrare in contatto con persone positive al coronavirus dall’altra sembrerebbe, e questo è sostenuto da molti dipendenti, che non si stia facendo abbastanza per salvaguardare la salute di chi entra a contatto con l’utenza. Quel che più ha fatto arrabbiare i lavoratori di Trentino Trasporti sono state le disposizioni impartite per salvaguardare la “centrale operativa” verso la quale va “la massima protezione da qualsiasi fattore di potenziale contagio e contaminazione, proveniente dall’esterno”, perché il rischio è “l’azzeramento della struttura con conseguente paralisi delle attività”.

 

“Pertanto – ha messo nero su bianco l’Azienda – i contatti tra il personale viaggiante e gli addetti alle strutture di coordinamento dovranno avvenire esclusivamente per via telefonica e non per contatto personale diretto”. Disposizioni, come già ribadito, che non hanno incontrato il favore del personale viaggiante che si sente discriminato: “Ci trattano come dipendenti di serie B anche se poi ci chiedono di intervenire in prima persona sui casi sospetti”. Solidale con i lavoratori del settore del trasporto pubblico è arrivato l’intervento del consigliere comunale di Onda Civica, Andrea Maschio: “La situazione denunciata dai dipendenti di Trentino Trasporti è inaccettabile, le figure di riferimento in merito alla responsabilità della salute pubblica e dei propri dipendenti debbano immediatamente, senza alcun indugio, procedere a mettere in sicurezza questa situazione molto grave”.

 

In giornata Trentino Trasporti ha emanato un provvedimento, con decorrenza immediata e fino alla sospensione emergenza coronavirus, per rendere gratuito il servizio di trasporto (QUI articolo). Sospesa anche l’attività di controllo e di emissione dei titoli di viaggio a bordo da parte del personale dei Servizi Urbani, Extraurbani e Ferroviari e da parte delle biglietterie a terra. Misure che accolgono parzialmente le richieste dei dipendenti, per limitare ulteriormente le possibilità di contatto da oggi che la salita a bordo dei mezzi avverrà dalla porta centrale e posteriore sui Servizi Urbani e solo quella posteriore per i Servizi Extraurbani. Sul Servizio Extraurbano inoltre è prevista la chiusura della prima fila di sedili, mentre sui Servizi Urbani sarà delimitata l’area anteriore limitrofa alla cabina guida. Disposizione che se fossero state prese in anticipo avrebbero fatto sentire meglio la vicinanza dell’Azienda ai suoi dipendenti.

 

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