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Coronavirus, in Alto Adige al via i test salivari in due scuole. Widmann: ''Azioni importanti per prevenire l'insorgenza di focolai di infezione"

In Alto Adige parte la prossima settimana il progetto sperimentale. Il test è meno invasivo del tampone nasofaringeo e quindi più adatto ai bambini e dopo 48 ore i genitori avranno il risultato sul portale dei referti dell'Azienda sanitaria

Di Luca Pianesi - 18 dicembre 2020 - 15:26

BOLZANO. ''La saliva rappresenta un ulteriore campione di materiale per la rilevazione di SARS-CoV-2, con il vantaggio che per i bambini si tratta di un test meno invasivo del tampone nasofaringeo''. Tra pochi giorni in Alto Adige partono i test salivari in due scuole elementari altoatesine. A spiegarlo è Elisabetta Pagani, Direttrice del Laboratorio aziendale di Microbiologia e Virologia dell'Azienda sanitaria altoatesina e nasce sotto la supervisione dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive L. Spallanzani e in collaborazione con l'Ospedale San Camillo di Roma.

 

Questa tecnica è già stata utilizzata con successo in alcune scuole e nel reparto di Medicina dell'Università di Padova e ora verrà proposta nella scuola elementare in lingua tedesca di Chiusa e nella scuola elementare in lingua italiana San Filippo Neri di Bolzano. Due classi di ogni istituto vi prenderanno parte e ovviamente la partecipazione sarà volontaria e previo consenso da parte dei genitori. Circa 48 ore dopo l'esecuzione del test, con il codice token fornito dagli operatori, i genitori potranno accedere ai risultati tramite il portale dei referti sul sito dell’Azienda sanitaria dell'Alto Adige. Si sta lavorando per ridurre i tempi di analisi dei campioni. In caso di esito positivo del test, il Dipartimento di Prevenzione informerà i genitori.

 

Il campione di saliva viene prelevato tramite un tampone di cotone simile a quello usato dai dentisti. Il bambino deve tenerlo tra la gengiva e la guancia o sotto la lingua senza masticare per circa due minuti. Il tampone di cotone assorbe così una grande quantità di saliva. Viene poi inserito in una provetta e inviato al laboratorio. Poiché il metodo richiede un certo grado di indipendenza nella masticazione e nella gestione consapevole della deglutizione, questo test è adatto solo ai bambini di età superiore ai tre anni. In ogni caso, l’esecuzione del test è supervisionata da personale sanitario qualificato.

 

''È importante - racconta ancora Pagani - che i bambini non mangino né bevano nulla, tranne l'acqua, fino a 30 minuti prima del test, in modo da non contaminare il campione". Per l’Assessore provinciale alla Salute Thomas Widmann, la partecipazione volontaria delle scuole a questa sperimentazione con i cosiddetti ''test antigenici della saliva'' è molto preziosa: "Ringrazio di cuore i direttori delle scuole elementari che si sono fatti avanti di propria iniziativa per partecipare a questo progetto pilota. Vorrei anche ringraziare i genitori che hanno dato il loro consenso alla partecipazione del proprio figlio o della propria figlia. Soprattutto per il settore scolastico, tali azioni sono molto importanti per prevenire l'insorgenza di focolai di infezione".

 

Insomma l'Alto Adige conferma il suo impegno per cercare di abbattere il più possibile la curva del contagio anche facendosi promotore di progetti sperimentali e autonomi, tutti gestiti nella massima trasparenza verso i cittadini come accaduto con lo screening di massa con i tamponi antigenici che ha visto in tempo reale la Provincia comunicare i dati sui testati e i positivi trovati. "Se il test della saliva dell'antigene si dimostrerà valido, e presumo che lo sarà, allora potrà diventare un altro elemento fondamentale nel monitoraggio dell'incidenza dell'infezione in Alto Adige", afferma il Direttore generale Florian Zerzer, che ringrazia la dott.ssa Pagani e il suo team per l’impegno e la rapida realizzazione del progetto.

 

Anche la Direttrice scolastica provinciale Sigrun Falkensteiner sostiene il progetto con convinzione: "Sono benvenute tutte le misure che contribuiscono a rendere lo spazio educativo e didattico sicuro per tutte le persone coinvolte. Il nostro desiderio è quello di continuare con l'apprendimento in presenza. Grazie a tutti coloro che stanno lavorando per far sì che questo avvenga".

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