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Coronavirus in Trentino, quattro anziani positivi. Ricostruita la rete del contagio avvenuto fuori provincia

Il presidente Fugatti ha spiegato la situazione in consiglio provinciale e i consiglieri delle opposizioni hanno dimostrato senso di responsabilità e attenzione per quanto detto dal presidente. Ambrosi ha spostato l'attenzione sulle politiche messe in atto dai governatori leghisti dimenticando i drammatici danni di immagine causati sia dal governatore Fontana (che ha indossato la mascherina in diretta Facebook) che da Zaia (che ha detto che i cinesi mangiano topi vivi)

Di Luca Pianesi - 03 March 2020 - 11:33

TRENTO. ''Questo fa ben sperare sull’evitamento di altri contagi. Si stanno ovviamente ricostruendo in queste ore tutti i contatti sociali stretti dai quattro contagiati''. Così Maurizio Fugatti in consiglio provinciale (clicca sulla foto qui sopra per vedere il video) ha spiegato che la situazione, pur se in costante evoluzione e in questo momento piuttosto complessa visto che tra ieri e oggi sono stati rivelati ben quattro i casi rilevati di contagio da coronavirus (mentre fino a ieri il numero era fermo a zero in Trentino), deve far comunque ben sperare. 

 

I pazienti sono tutti anziani, sono in buone condizioni sanitarie e sono tutti legati da frequentazioni sociali con il primo paziente emerso ieri (solo quest’ultimo – un’anziana di 83 anni - è ricoverato, gli altri sono seguiti a domicilio). Ricostruendo la rete di relazioni della signora è stato, quindi, possibile risalire la catena del contagio e molto rilevante appare la circostanza che si sia già capito da dove è partito il contagio dell’intero gruppo di quattro persone, avvenuto fuori dal Trentino

 

Il presidente ha, quindi, riassunto anzitutto quanto comunicato ieri sera in conferenza stampa. Domenica sera – ha riepilogato - una signora di 83 anni si è presentata in ospedale con tosse. I passaggi successivi sono avvenuti da protocollo: mascherina chirurgica, sistemazione in una sala apposita, pretriage, esami radiologici. E’ quindi arrivato il riscontro di una polmonite interstiziale. Ieri è stato quindi effettuato il tampone, che nel tardo pomeriggio ha dato esito positivo al coronavirus. La paziente – la prima trentina, cui poi si sono aggiunti appunto altri tre - è nel reparto infettivi e non è in condizioni gravi.

 

Le opposizioni stanno dimostrando responsabilità e attenzione evitando ogni tipo di strumentalizzazione politica. Ugo Rossi ha ringraziato il presidente Fugatti per la tempestiva comunicazione, il presidente Kaswalder per aver consentito l’intervento in aula, le autorità sanitarie per come stanno lavorando all’emergenza sanitaria. Luca Zeni ha parlato di situazione seria, che non va né estremizzata né banalizzata. E quindi ha ribadito, da ex assessore alla salute, fiducia piena nelle autorità sanitarie, sostegno al governo provinciale. Un invito: evitare di esasperare l’attenzione su ogni singolo caso, dando informazioni di eccessivo dettaglio che possono creare soltanto apprensione.

 

Paolo Ghezzi ha detto a sua volta di temere l’infodemia e di avere fiducia invece nel sistema sanitario trentino e nelle scelte professionali che verranno prese dalle autorità. Alex Marini ha apprezzato il tono pacato dell’intervento del presidente Fugatti. Ha poi lamentato la decisione (legata agli obblighi della par condicio elettorale in vista del referendum di fine marzo) di non trasmettere la diretta tv dell’aula, se non nella parte relativa alle comunicazioni urgenti sul coronavirus. Infine l’invito a far lavorare la Commissione legislativa competente, tenendola aggiornata sul tema dell’emergenza sanitaria.

 

Poi è toccato ai consiglieri di maggioranza prendere la parola. Giorgio Leonardi s’è detto preoccupato per l’ansia irrazionale che è stata seminata dall’emergenza virus attentando alla nostra economia. Alessia Ambrosi si è spesa in elogi sperticati al presidente Fugatti e poi ha rivolto un pensiero speciale per gli anziani, i più esposti alle conseguenze del virus. Un plauso agli amministratori locali chiamati in trincea da questa emergenza. E poi ha voluto sottolineare politicamente che bene facevano i presidenti leghisti di Regione quando invocavano misure drastiche di prevenzione dimenticando che proprio in quelle regioni si sono sviluppati i focali italiani e i terribili boomerang per l'immagine nazionale nel mondo messi in campo dal governatore della Lombardia quando ha indossato la mascherina in diretta Facebook e dal presidente Zaia che ha accusato i cinesi di mangiare topi vivi. 

 

Claudio Cia, infine, ha pensato a medici, infermieri, operatori sociosanitari che stanno in prima linea. Il consigliere ha chiesto che si abbassino i riflettori mediatici su quella che di fatto è poco più che una influenza ma sta producendo pesantissimi danni economici.

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