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| 23 mar 2020 | 13:42

Coronavirus, la giustizia non si ferma. Le udienze davanti alla magistratura si terranno in videoconferenza

L'Ordine degli avvocati di Trento e Rovereto e la Camera penale di Trento “Michele Pompermaier”, in accordo con il Tribunale di sorveglianza, la Procura della Repubblica e la Procura generale di Trento hanno firmato un protocollo per permettere alle persone sottoposte a misure cautelari di tenere le udienze in videoconferenza. Gli altri procedimenti saranno rinviati

Coronavirus, la giustizia non si ferma
di Davide Leveghi

TRENTO. La giustizia non si ferma, nemmeno al tempo del Coronavirus. L'Ordine degli avvocati di Trento e Rovereto e la Camera penale di Trento “Michele Pompermaier”, in accordo con il Tribunale di sorveglianza, la Procura della Repubblica e la Procura generale di Trento hanno siglato in data 23 marzo 2020 un protocollo d'intesa che permette alle persone attualmente sottoposte a misure cautelari la possibilità di tenere le proprie udienze dinnanzi alla magistratura di sorveglianza.

 

Ciò permetterà di non bloccare lo svolgimento di una parte dei procedimenti, senza che si violino o si deroghi dalle misure di sicurezza imposte dal decreto relativo all'emergenza Covid-19. A essere interessati da tale protocollo, infatti, saranno i “soggetti detenuti o internati che abbiano chiesto espressamente la trattazione o che siano interessati in procedimenti ai sensi dell'articolo 51 bis o.p. O o a procedimenti relativi a misure di sicurezza”.

 

Per tutti gli altri procedimenti, di contro, è stato disposto il rinvio.

 

Le udienze avverranno attraverso la piattaforma online Microsoft Teams, la quale verrà fornita dal Ministero della Giustizia agli operatori della rete giustizia e accessibile agli utenti esterni all'amministrazione, tra cui l'avvocatura. Stesso discorso vale per i contatti con la casa circondariale di Spini di Gardolo.

 

L'udienza avverrà previa comunicazione del difensore, che comunicherà al giudice procedente se intenda essere presente da remoto con collegamento telematico o presso l'aula d'udienza o presso la stessa casa circondariale ove si trova il condannato. Il giudice a quel punto, ricevuta la comunicazione, stabilirà il collegamento secondo le indicazioni date.

 

Perfino lo scambio di atti, documenti e l'avanzamento di istanze seguirà le nuove disposizioni, passando tramite la chat della piattaforma o attraverso la posta elettronica della Cancelleria del Tribunale.

 

Tali misure, salvo proroga dei termini del decreto, saranno valide da martedì 24 marzo a mercoledì 15 aprile.

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