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Coronavirus, l'appello degli agenti della Val di Fassa: ''Siamo sprovvisti di mascherine e guanti. Ai cittadini chiediamo aiuto: sospendete le gite in montagna''

La polizia locale sta svolgendo su tutti i territori, insieme alle altre forze dell'ordine, un preziosissimo lavoro di controllo e tutela della comunità: ''Tra le 19 e le 22 di ieri sera abbiamo ricevuto oltre 70 telefonate per chiarimenti e spiegazioni. Siamo contenti perché significa che siamo un punto di riferimento ma spesso le domande riguardano possibili eccezioni e trovare qualche scappatoia per non restare in casa"

Di Luca Andreazza - 12 marzo 2020 - 16:29

MOENA. "Oggi la situazione si evolve bene, gli esercizi commerciali hanno preso seriamente le misure contenuto nel nuovo Dpcm e questa volta tutte le attività sono chiuse. Esercenti e imprenditori dimostrano una grandissima presa di responsabilità", spiega Gianluca Ruggiero, comandante della polizia locale val di Fassa, che aggiunge: "Le criticità maggiori vengono riscontrate sulle persone a piedi. Alcune, purtroppo, si riuniscono magari in piazza e non comprendono pienamente quale è lo spirito del decreto".

 

La richiesta, ormai nota, è quella di seguire le indicazioni delle autorità e seguire quanto emanato dal governo per ridurre i contatti. "Ognuno - prosegue Ruggiero - ha le proprie ragioni per giustificare spostamenti e eccezioni ma non rientrano nei casi consentiti nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri".

 

Sono stati denunciati tre giovani. "Sono dipendenti di un albergo in Alta val di Fassa, i quali hanno compilato i moduli di autocertificazione - evidenzia il comandante - ma spostarsi fino a Moena per acquistare profumi non rientra nella fattispecie di primaria necessità. Chiediamo una maggiore collaborazione da parte della popolazione per non mettere a rischio sé stessi e gli altri".

 

Una criticità è poi legata alle proteste delle persone che vengono invitate a rientrare a casa, quando le forze dell'ordine hanno il compito di far rispettare i provvedimento per tutelare la salute pubblica. Un compito non sempre facile e che richiede un grande impegno. Sono 20 gli agenti in servizio che in questi giorni si sono spostati lungo tutta la valle per i controlli del caso per superare anche i 300 chilometri al giorni in auto. "Purtroppo però è capitato che qualcuno alzasse un po' i toni. Comprendiamo - dice Ruggiero - il sacrificio e la frustrazione di dover rinunciare a qualcosa in questo momento ma non si può fare altrimenti".

 

Un appello ulteriore a restare nelle proprie abitazioni, soprattutto in quelle aree più a vocazione turistica. "Alcune persone si recano in montagna per fare qualche gita. Li invitiamo veramente a sospendere queste attività e seguire i provvedimenti per rispetto degli operatori sanitari impegnati a gestire l'emergenza. Non possiamo permetterci - aggiunge il comandante - di far intervenire e mettere a rischio la macchina dei soccorsi, come soccorso alpino o elicottero, vigili del fuoco, sanitari o ambulanze per ragioni diverse dal coronavirus".

 

Messi a dura prova anche i centralini della polizia locale. "Tra le 19 e le 22 abbiamo ricevuto oltre 70 telefonate per chiarimenti e spiegazioni. Siamo contenti - continua - perché significa che siamo un punto di riferimento ma spesso le domande riguardano possibili eccezioni e trovare qualche scappatoia per non restare in casa".

 

Un problema è quello legato ai dispositivi di protezione individuale. "Gli sforzi di governo e Provincia sono enormi, un grande impegno e lavoro - conclude Ruggiero - ma siamo praticamente sprovvisti di mascherine e guanti, mentre ho comprato personalmente gli occhiali. Chiediamo l'attrezzatura necessaria per questo momento di emergenza straordinaria perché sui territori operiamo anche noi in prima linea e non vorremmo diventare un veicolo di contagio".

 

Una emergenza che è diventata ufficialmente pandemia per l'Organizzazione mondiale per la sanità. In Trentino Alto Adige i numeri dei contagiati sono in continua crescita e si è registrato purtroppo il primo decesso: una donna di 85 anni di Bolzano deceduta ieri. L'anziana era risultata positiva al tampone solo lunedì scorso, il 9 marzo, data nella quale era stata ricoverata in ospedale nel capoluogo altoatesino.

 

Sono trascorsi solo due giorni e le complicazioni legate anche ad altre patologie hanno portato al decesso. Il tutto mentre in Provincia di Bolzano le persone positive superano le 100 unità (in Trentino i dati di ieri si erano attestati su oltre 70 casi con una crescita rispetto al giorno precedente di 25 unità).

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