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Coronavirus, le anomalie trentine: cacciatori e pescatori possono uscire dal comune armati ma a piedi, si può andare a Bolzano in bici ma non in auto

L’accavallarsi delle ordinanze ha prodotto non pochi paradossi: per svolgere caccia e pesca si potrà spostarsi su tutto il territorio regionale, ma solo a piedi. Discorso simile per le bici, Failoni: “Tra i primi in assoluto, sarà consentito muoversi in bici dalla propria abitazione in tutto il territorio regionale, anche fino a Bolzano”

Di Tiziano Grottolo - 04 maggio 2020 - 15:29

TRENTO. È lo stesso assessore al turismo Roberto Failoni ad annunciarlo trionfante su Facebook: “Tra i primi in assoluto, da domani (4 maggio ndr) in Trentino sarà consentito muoversi in bici dalla propria abitazione in tutto il territorio regionale, ossia anche in Provincia di Bolzano”. L’assessore ha ragione, perché questa è una delle tante anomalie prodotte dall’accavallarsi di ordinanze provinciali e nazionali.

 

Lo scorso 2 maggio, in previsione dell’inizio della fase 2 lanciata da Roma, il presidente della Pat Maurizio Fugatti ha emanato un’ordinanza con la quale si apre all’attività motoria che potrà essere effettuata non solo su tutto il territorio provinciale ma anche in quello dell’Alto Adige, allargando le maglie all’intera regione (QUI articolo).

 

 

Ciò significa che i ciclisti, ma anche i runner, potranno tornare a dedicarsi completamente a questa attività, considerando che nel frattempo sono state riaperte pure le piste ciclabili. Il paradosso sta nel fatto che un ciclista o un runner potrebbero partire da Trento per raggiungere Bolzano, cosa che però non si può fare in auto a meno che non rientri nei motivi specificati nelle ordinanze (salute, lavoro, visite a congiunti o inderogabili). L’importante è arrivarci facendo affidamento solo alle proprie forze, ad esempio è vietato caricare la bici in macchina a Trento, parcheggiare a Bolzano e farsi un giro nei dintorni. “Ancora troppo alto il rischio che possano verificarsi nuovi contagi”, fanno sapere dalla protezione civile.

 

 

Ad ogni modo, tra le pieghe dell’ordinanza si nasconde un’altra “stortura”: caccia e pesca sono state equiparate all’attività motoria, pertanto rispondono alle stesse regole. Quindi, sia i cacciatori che i pescatori avranno la libertà di muoversi in tutto il territorio regionale (senza l’obbligo di portare la mascherina ma soltanto di averne una con sé) purché lo facciano a piedi e non in auto. Certo fin che si tratta di una canna da pesca sarebbe solo una visione insolita, discorso diverso per una carabina.

 

Considerando che l’1 maggio si è aperta la stagione della caccia a cervi e caprioli, un cacciatore (fucile in spalla) potrebbe partire per una battuta a piedi attraversando anche vari centri abitati. Sono stati in molti a interrogarsi sull’opportunità di una simile scelta, in primis gli stessi cacciatori che difficilmente usciranno per una battuta di caccia in questi giorni, a meno che non si trovino già a ridosso del bosco. La questione è arrivata anche sul tavolo del Servizio Foreste e fauna della Pat e da quanto apprendiamo sarebbe in corso una riunione per dirimere la questione. Già nelle prossime ore potrebbero arrivare delle indicazioni in tal senso perché sembra davvero strano che un cacciatore possa aggirarsi armato per le vie dei paesi, anche solo per una questione di buon senso. In linea teorica questo sarebbe potuto avvenire anche in precedenza ma nessuno, per ovvi motivi, lo faceva. Decisamente meglio prendere l’auto, ad oggi però questa possibilità è negata espressamente.

 

Se cervi e caprioli potranno contare sul fatto che, in attesa di ulteriori indicazioni, molti cacciatori non imbraccino i fucili lo stesso non vale per i cinghiali: l’attività di controllo su questi animali infatti rientra fra quelle considerate di “pubblica utilità”, ergo fa sapere l’associazione Cacciatori Trentini chi opera nel settore potrà spostarsi anche in auto, purché l’attività venga svolta nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri.

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