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| 22 apr 2020 | 16:19

Coronavirus, salta anche l’apertura della caccia. Le carabine trentine: “Non possiamo fare delle previsioni, attendiamo le decisioni del Governo”

La stagione venatoria avrebbe dovuto aprirsi l’1 maggio ma le restrizioni in vigore hanno congelato tutto. Non è chiaro se la situazione cambierà dopo il 4 maggio, il presidente dei cacciatori trentini: “Fintanto che ci saranno delle limitazioni queste saranno rispettate”

Coronavirus, salta anche l’apertura della caccia
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In questo momento il 4 maggio è sicuramente una delle date più attese, un giorno che dovrebbe segnare uno spartiacque fra le limitazioni e l’agognata “libertà”. Eppure sia il presidente della Pat, Maurizio Fugatti, che il capo del Governo, Giuseppe Conte, rimangono cauti parlando di una riapertura graduale e un allentamento progressivo delle misure restrittive.

 

Ciò significa che il 5 maggio non sarà un “tana liberi tutti” ma è più ragionevole pensare che alcune restrizioni rimarranno in vigore, allo stesso tempo altre saranno cancellate o allentate.

 

A quanto pare anche la stagione venatoria rimarrà ferma al palo: infatti, stando a quanto riportato sui canali ufficiali della Pat, la stagione avrebbe dovuto prendere il via dall’1 maggio ma a causa delle restrizioni, almeno per il momento, le carabine rimarranno negli armadietti. Calendario alla mano, all’inizio del prossimo mese, si sarebbe potuto sparare a caprioli e cervi ma così non sarà.

 

 

 

 

“Tutto dipenderà dall’evolversi della situazione – conferma Stefano Ravelli, presidente dell’associazione cacciatori trentini – la caccia è soggetta alle decisioni che sono state prese nei confronti di tutte le altre attività”. Si ricorda che su tutto territorio provinciale è ancora vietato uscire a passeggio se non nelle immediate vicinanze della propria abitazione, pertanto non si possono percorrere sentieri di montagna e nemmeno fare escursioni nel bosco.

 

“Ci sono delle limitazioni – osserva Ravelli – e queste valgono anche per noi cacciatori. Al momento – prosegue – non possiamo fare delle previsioni e stiamo attendendo di conoscere le valutazioni fatte dal governo, da parte nostra attendiamo indicazioni nel frattempo rispettiamo le norme in vigore”. In ballo restano alcune questioni di carattere tecnico, legate alla sicurezza, ad esempio per le battute di caccia agli ungulati è obbligatorio l’accompagnamento da parte di un esperto accompagnatore e non è chiaro se e come dovranno essere rispettate delle distanza di sicurezza.

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