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Coronavirus, le scuole chiudono ma mamme e nonne si organizzano per aiutarsi e nasce su Facebook la "Banca del tempo''

Il gruppo è stato lanciato da Francesca Aprone e in poco tempo sono arrivate tantissime adesioni. La filosofia è quella di mettere in rete le famiglie, le mamme soprattutto ma anche le ragazze (le università sono chiuse) e chiunque voglia aiutare/essere aiutato mettendo a disposizione del tempo, a fronte della "restituzione" di altro tempo

Di G.Fin - 06 marzo 2020 - 20:36

TRENTO. Unire le forze per aiutarsi, creare una rete di persone che possano in qualche modo affrontare assieme le criticità che una situazione come quello nata dall'emergenza coronavirus può creare. Mercoledì l'annuncio prima da parte del Governo e poi da parte della Provincia della chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado è arrivato nel tardo pomeriggio. Una scelta presa in via cautelativa contro l'aumento dei casi di positività da coronavirus su tutto il territorio nazionale.

 

Quello che è successo poi lo si è visto sui social e anche nelle chat di mamme. Per le famiglie l'agitazione di avere solo poche ore di tempo per organizzare i successivi dieci giorni con i bambini a casa e gli orari di lavoro dei genitori. Purtroppo non esistono ancora ammortizzatori sociali in questo senso, non tutti godono della necessaria flessibilità che servirebbe ad ovviare questi problemi, non tutti hanno i nonni vicino, non tutti possono permettersi una baby sitter.

 

Problemi non di poco conto per una famiglia. A cercare una soluzione è stata però Francesca Aprone che ha deciso di realizzare una sorta di “Banca del tempo per le mamme”. Lo ha fatto aprendo una pagina su Facebook che con il passare delle ora ha visto aumentare i propri iscritti.

 

Un semplice gruppo su Facebook con una filosofia altrettanto semplice. Mettere in rete le famiglie, le mamme soprattutto ma anche le ragazze (le università sono chiuse) e chiunque voglia aiutare/essere aiutato mettendo a disposizione del tempo, a fronte della "restituzione" di altro tempo. Vale a dire che se una mamma ha bisogno al mattino di qualcuno che stia con i suoi bambini due ore in attesa che il padre finisca il turno di notte, può ricambiare aiutando una mamma che ha un problema simile ma magari nelle ore pomeridiane.

 

“E' stata una iniziativa che io immaginavo molto limitata territorialmente ed invece è piacevolmente scappata di mano”. In poco tempo il gruppo ha raccolto quasi 230 adesioni. Mamme, ragazze universitarie, nonne ma anche ragazzi e papà che hanno deciso di darsi tutti assieme una mano. Un successo che ha portato l'apertura anche di altri gruppo in altre zone del Trentino.

 

“Io ho semplicemente pensato – ha spiegato Aprone – che in questi casi il senso di comunità è la migliore soluzione. Si cerca a volte aiuto in strutture sociali e negli ammortizzatori ma spesso tutto questo è presente nella nostra società basta metterlo in rete, farlo conoscere”.

 

A rispondere, come già detto, sono state tantissime persone, anche nonne e papà. “Mi hanno scritto delle nonne – racconta l'ideatrice della pagina – che non avendo nipoti si sono messe a disposizione per due ore per stare assieme ai bambini. Oppure ci sono anche papà che danno il loro aiuto”.

 

Il principio, ovviamente è quello dell'assoluta gratuità e del sostegno reciproco. Ovviamente si chiede il rispetto delle disposizioni sanitarie. “Ho cercato di dare delle regole per chi offre il proprio tempo, compatibilmente con il proprio stato di salute e quello dei familiari”. In tutti i casi – ha spiegato Aprone - serve rispettate le norme igieniche previste dal protocollo ponendo particolare cura al lavaggio delle mani, alla disinfezione delle stesse con l'apposito gel di tanto in tanto, areare spesso i locali, tossire o starnutire nel gomito e comunque a distanza di sicurezza. Al minimo segnale di indisposizione, astenetevi dall'aiutare/chiedere aiuto.

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