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Coronavirus, l'epidemiologo Lopalco: "Piste da sci incubatore perfetto per il virus. I primi casi in Puglia erano persone tornate dalla settimana bianca"

L'Austria vuole tenere aperti gli impianti, mentre in Svizzera si scia già. L'epidemiologo Lopalco a Piazza Pulita si è confrontato con Corona e ha spiegato: "Un centinaio di persone ammassate vicino ad un impianto di risalita rappresentano la condizione perfetta per la trasmissione del virus. Vale più la salute o l’economia?"

Di Lucia Brunello - 27 November 2020 - 13:11

TRENTO. L'Austria vuole tenere aperti gli impianti, mentre in Svizzera si scia già. In questo panorama l'Italia si sta comportando troppo severamente o sono "matti" i nostri vicini? Questa la domanda posta ieri, giovedì 26 novembre, a Piazza Pulita all'epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pier Luigi Lopalco, duro sulla sua risposta.

 

"Non farei paragoni con le nazioni vicine - inizia Lopalco - e questo perché alla base di questa riapertura c'è una scelta politica. Vale più la salute o l’economia? Un centinaio di persone ammassate vicino ad un impianto di risalita rappresentano la condizione perfetta per lasciare che il virus si diffonda. Non possiamo paragonare la situazione di ferragosto sulla spiaggia con quella a Natale sulle piste da sci affollate. Stiamo parlando di un incubatore micidiale".

 

A fare da colonna portante nell'affermazione dell'epidemiologo, l'evidenza di quanto già accaduto a marzo durante la prima ondata. "Vi posso assicurare che molti dei primi casi che noi abbiamo avuto in Puglia erano persone che tornavano dalla settimana bianca e che si erano infettate lì. Non è un segreto il fatto che nella prima ondata gli impianti sciistici abbiano rappresentato un volano di trasmissione".

 

Ad essere presente anche l'alpinista Mauro Corona, che si è detto favorevole ad una riapertura delle piste da sci, così da aiutare l'economia dei piccoli paesi di montagna. A mancare, però, a detto di Corona, il senso civico. "Se noi potessimo confidare in gente con un po’ di coscienza si potrebbe aprire senza far male a nessuno. Ma molti non hanno capito la gravità della situazione".

 

"Se si decide di non aprire gli impianti bisogna risarcire", ha poi proseguito. "Un conto è chiudere a Natale e a capodanno alberghi dove vanno i vip e un caffè costa 8 euro, un conto è chiudere il ristorantino in un minuscolo paesino. Questi sì che sono i drammi".
 

Pier Luigi Lopalco si è inoltre espresso sul vaccino, che "potrà cambiare il nostro modo di vivere. Con il vaccino mettiamo in sicurezza le persone più fragili, potremo vivere un po' più tranquillamente. E poi, comunque, con la circolazione della popolazione man mano che arriveranno altre ondate, saranno sempre più lievi. Probabilmente anche il coronavirus "diventerà una malattia stagionale, autunno-invernale", ha poi concluso l'epidemiologo. 

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